Il piede che tiene aperta la porta del campionato, infilato lì dentro perché non si chiuda, è il sinistro di Pervis Estupiñan. Nessuno se l’aspettava a parte Allegri, che prima lo ha scelto titolare e poi gli ha spiegato in tempo reale come fregare Luis Henrique, coinquilino nel condominio di San Siro in quei millesimi di fascia sinistra. “Attaccalo, sorpassalo, vai di anticipo!” gli ha gridato l’allenatore, guidandolo metro dopo metro nell’azione del gol. “È vero, il mister mi ha spiegato come dovevo fare, e così ho segnato la rete più importante della mia carriera”. Dopo quella stangata d’altri tempi, Estupiñan ha mimato il paraocchi, gesto difficile da non collegare al cavallo che punta dritto al traguardo, e da qui al corto muso allegriano è un attimo. Il muso di Pervis per il più classico dei risultati di Allegri, 1-0, e l’Inter al palo.

Il breve passaggio all’Udinese

Personaggio singolare, Pervis Estupiñan. Dopo la prima partita nel Milan, quella sconfitta in casa all’esordio contro la Cremonese, in tanti si chiesero da dove arrivasse questo aitante terzino sinistro un po’ distratto. Risposta: dall’Ecuador, dove suo padre aveva tentato di diventare calciatore, ripiegando poi su una carriera accademica di tutto rispetto: rettore di Università, nientemeno. Invece la madre di Pervis da ragazza aveva un chiosco per strada, e il figlioletto cercava qualche spicciolo vendendo empanadas e facendo il raccattapalle in un club tennistico. Nel calcio italiano, Estupiñan transitò per appena due giorni già 10 anni fa, quando l’Udinese lo acquistò per poi smistarlo a Granada e al Warford, società satelliti di Pozzo. Un lungo giro passato anche dal Villarreal e dal Brighton, per concludersi a pochi centimetri da quello sventurato di Luis Henrique.

Allegri: “Lavoriamo da mesi per essere pronti adesso”

“Lavoriamo tanto per vincere partite così”, ha detto il primo ecuadoriano della storia rossonera. “Gli avevo ripetuto di aggredire l’avversario”, ammette Allegri. “Siamo contenti, è una vittoria importante che mantiene le altre squadre indietro, mentre l’Inter resta la più forte: 7 punti di vantaggio sono tanti. Ma io so che le stagioni del calcio si decidono a marzo, e noi stiamo lavorando da mesi per essere pronti adesso”.

Il soprannome dell’ecuadoriano

Estupiñan sembra un terzino d’altri tempi, un numero 2 che però gioca a sinistra, dove nella preistoria scorrazzavano semmai i 3. L’assist di Fofana, perfetto, è stato un terzo di gol; il secondo terzo, la dormita di Luis Henrique; ma il resto, cioè il gesto più importante, è quel sinistro secco e improvviso come un sparo. Non a caso, il non elegantissimo soprannome di Estupiñan, però evocativo, è bala, cioè la pallottola. E lui, mezza calzamaglia nera sopra il ginocchio per scaldarsi, si è messo a galoppare come il purosangue che forse non è. Ma il corto muso, quello non si discute.