MILANO – Lui è cresciuto per strada, nella sua Napoli: calci a un pallone nelle piazzette, con porte di fortuna. Così Ciro Ferrara si è emozionato quando è entrato nel campetto rinnovato da Lega serie A e Ea Sports Fc nell’oratorio della parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice a Milano. Erba verdissima, due panchine, tanti bambini pronti a correre su quel prato: “Siete fortunati a potervi allenare in un posto come questo. Ai miei tempi nei migliori casi si giocava su campi in terra battuta con le porte senza reti. Godetevi il momento”, ha detto da ambasciatore della serie A (con Andrea Ranocchia) ai giovanissimi che lo guardavano seduti per terra.
Ferrara, quanto è importante avere strutture così nuove e funzionali per i ragazzi? “È fondamentale. Mi auguro ne nascano sempre di più, per permettere ai bambini di giocare tranquilli, lontani dai pericoli della strada”. Quanto incide il calcio nella formazione? “Ci sono tre agenzie formative: ovviamente la famiglia, la scuola e lo sport. Qualunque essa sia. Ti insegna a stare al mondo”. Lei è stato lanciato nel Napoli da Rino Marchesi, scomparso pochi giorni fa. Oggi c’è quel coraggio in serie A? “Io una piccola inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni inizio a vederla, soprattutto nelle squadre che lottano per i primi posti. Il Napoli ha lanciato Vergara, il Milan Bartesaghi, l’Atalanta Bernasconi e il Cagliari Palestra, poi c’è Pisilli nella Roma e magari ne dimentico qualcuno. Il problema è capire chi tra questi sarà titolare anche nella prossima stagione. Bisogna dare fiducia a questi ragazzi. Così si può anche ricostruire la Nazionale”.
Ecco, il ct Gattuso ci riporterà ai Mondiali? “Possiamo solo tifare per lui e per l’Italia, essergli vicino”. Domenica il derby di Milano: chi vede meglio? “L’Inter ha qualcosa in più, sia come profondità di rosa sia come qualità. Ma queste partite sono imprevedibili, può succedere di tutto. Bisogna andarsi a prendere la vittoria. Le caratteristiche delle squadre vengono quasi azzerate dal clima dello stadio, dall’emozione che trasmette un derby”. Il risultato può indirizzare definitivamente il campionato? “Sposterà poco. L’Inter è più forte ed è giustamente lì davanti”. Sulla carta è più avvincente la lotta a un posto in Champions League. “Togliendo le milanesi, penso che il Napoli abbia tenuto un ritmo più regolare rispetto alle rivali. Ora sta recuperando giocatori importanti, penso finirà tra le prime quattro”.
E l’ultimo posto, chi se lo aggiudicherà? “Roma e Juventus, con i loro pregi e difetti, hanno più possibilità rispetto ad Atalanta e Como. Spalletti ora avrà tre delle prossime quattro partite in casa, è il momento di accelerare. Anche perché la Roma si è dimostrata solida. Il Como sta facendo una grande stagione, tanto di cappello a Fabregas. Giocano bene a calcio, mi diverte guardarli. L’Atalanta invece mi sembra più indietro. Ma io non ci azzecco mai con i pronostici eh! (ride, ndr)”. Fa bene la Juventus a rinnovare il contratto di Spalletti? “È la soluzione giusta per il prossimo anno. Per entrambi”.
