TORINO – La Juventus è entrata nella crisi a testa bassa e il problema adesso è: come uscirne? Febbraio avrebbe dovuto essere il mese decisivo e in un certo senso lo sta diventando: la Coppa Italia è finita malamente alla seconda partita, la Champions è pericolosamente in bilico e in campionato i bianconeri sono scivolati al quinto posto, con il Como, che li ha battuti due volte su due, ad alitare loro sul collo e la prospettiva di un confronto diretto in casa della Roma che potrebbe allontanare la zona Champions in maniera esiziale.

Il lavoro di Spalletti in fumo

È come se nel giro di tre settimane fosse andato in fumo il lavoro che Spalletti aveva pazientemente svolto dal giorno in cui ha rimpiazzato Tudor, concedendo fiducia illimitata alle risorse tecniche dei suoi giocatori (“Sono convinto che abbiano un potenziale inespresso”) e cercando di ricostruire carattere e personalità di una squadra che ne ha avuti pochi, in questi ultimi anni. L’idea era quella di proporre un gioco più coraggioso, a tratti persino spregiudicato, per solleticare l’autostima dei giocatori: ha funzionato molto bene fino a quando non sono arrivate le partite dirimenti, che la Juve sta fallendo una dopo l’altra.

Certo, ci sono degli alibi, per la sconfitta di San Siro in primis, ma non si mette assieme un pareggio in cinque partite, né si incassano 15 gol, solamente per colpa degli arbitri o della sfortuna. La Juve si sta sbriciolando, come se non fosse all’altezza della mentalità che Spalletti vorrebbe infondere e che è convinto che questa squadra abbia: “Le qualità che avevamo imparato a tirare fuori non sono scomparse, ma non sappiamo più riconoscerle”, osserva l’ex ct. Già, ma come fare a rispolverarle?

Bremer e Yildiz in dubbio per la Champions

È il momento peggiore possibile. Mercoledì c’è il ritorno dei play-off di Champions contro il Galatasaray, che impone una vittoria con almeno tre reti di scarto per arrivare come minimo ai supplementari. Mancheranno i due terzini sinistri di ruolo, Cambiaso e Cabal, ed è in forte dubbio la presenza di Bremer, che ancora ieri si è allenato a parte. Inoltre Yildiz soffre per una botta al polpaccio rimediata contro il Como, una lieve preoccupazione per le sue condizioni c’è. Domenica sera a Roma mancherà invece lo squalificato Locatelli, uno dei pochi ad aver tenuto la barra dritta mentre i compagni gli si sfarinavano attorno: sarà un’assenza pesante, anche perché la prima alternativa a centrocampo è Koopmeiners, che nemmeno la doppietta di Istanbul ha rivitalizzato.

Spalletti punta sul riposo: lunedì niente allenamento

Spalletti continua a dare fiducia ai suoi, a responsabilizzare. Per domani ha programmato un lunedì di riposo, nonostante sia l’antivigilia di una sfida importantissima, ma d’altronde anche all’andata aveva cancellato l’ultimo allenamento prima della gara contro il Galatasaray, nella convinzione che ai suoi giocatori faccia meglio staccare la spina per qualche ora (lui lo chiama “allenamento invisibile”) anziché faticare per due ore sul campo, oltretutto con il morale sotto i tacchi. Fino a una ventina di giorni fa sembrava la ricetta perfetta, adesso invece più nessuno sa quale possa essere il metodo per salvare la Juve, visto che tutti le hanno provate più o meno tutte.