GENOVA – Una vittoria pesantissima, che vale un pezzetto di Champions. Nel momento più importante, a un mese dall’ultimo successo (il 19 aprile a Verona), il Milan è passato 2-1 a Genova e si è ripreso il terzo posto in classifica. A una giornata dalla fine del campionato, ha gli stessi punti della Roma quarta (ma è davanti per gli scontri diretti) e soprattutto ne ha due in più di Como e Juventus. Il Diavolo è padrone del proprio destino: battendo il Cagliari a San Siro sarebbe certamente terzo, ma potrebbe bastare anche un pareggio. In caso di arrivo a pari punti con la Juve sarebbe dietro per differenza reti, con il Como avanti per gli scontri diretti. Nella classifica avulsa a tre sarebbe invece la squadra di Fabregas ad avere la meglio.
Milan cinico
A Marassi la giocata decisiva l’ha fatta Nkunku, veloce nello sfruttare un errore di Amorim e a guadagnarsi il rigore che ha stappato una partita fino a quel momento bloccata. Il Genoa, senza obiettivi concreti, è stato impreciso e falloso e il Milan ne ha saputo approfittare. Cinico il giusto nel secondo tempo: una volta in vantaggio, ha anestetizzato senza fatica gli avversari fino al raddoppio, firmato da Athekame, senza soffrire chissà quanto in un finale reso elettrico dal gol in mischia di Vasquez. Primo tempo piatto Il primo tempo è scivolato via piatto. Il Milan a marce basse, controllato, bloccato dalla paura di sbagliare. Il Genoa ha iniziato forte, ma ha prodotto solo due occasioni con Vitinha e Malinovskyi, che hanno calciato alto da buona posizione. La squadra di Allegri ha atteso, senza mai scoprirsi, che la marea rossoblù passasse: positivi alcuni movimenti di Nkunku, bene per tempra Rabiot. È stato proprio il francese con un cross basso a spaventare Bijlow, attento Marcandalli ad anticipare Nkunku. La sensazione però è che la squadra di De Rossi dopo l’avvio prorompente avesse abbassato i giri del motore.
Errore di Amorim, Nkunku trasforma il rigore
Nella ripresa dopo una manciata di minuti l’errore imperdonabile di Amorim, un passaggio corto verso Bijlow che si è fatto anticipare in area di rigore da Nkunku, poi freddo nel trasformare il penalty. Il gol ha liberato il Diavolo, lo ha alleggerito dalla pressione. Dopo alcuni minuti di sospensione per il lancio reiterato di petardi dalla Curva Nord genoana, il Milan è diventato padrone del campo. Il Genoa ha avuto un paio di piazzati pericolosi, ma Malinovskyi li ha calciati male. Allegri ha inserito Füllkrug e Pulisic, e proprio una loro combinazione ha portato al raddoppio di Athekame, un sinistro da fuori area su sponda di Capitan America. Sotto 2-0, la squadra di casa di orgoglio ha accorciato le distanze con Vasquez, una deviazione in mischia a pochi metri da Maignan. Nei dieci minuti di recupero concessi da Sozza però il Diavolo non è mai andato in apnea. E al fischio finale Allegri ha sorriso ed è corso nel tunnel che porta agli spogliatoi. Come avesse vissuto la sua personalissima liberazione. Resta solo il Cagliari, a San Siro, per completare la missione Champions. Genoa-Milan 1-2 (0-0) Genoa (3-5-1-1) Bijlow, Marcandalli, Otoa, Vasquez, Ellertsson, Frendrup, Amorim (45' st Martin), Malinovskyi, Vitinha, Baldanzi (19' st Ekhator), Colombo (40' st Ekuban). (1 Leali, 39 Sommariva, 13 Zatterstrom, 20 Sabelli, 40 Klisys, 73 Masini, 74 Doucouré, 75 Lafont, 80 Grossi, 99 Latif). All.: De Rossi. Milan (3-5-2): Maignan, Tomori (30' st De Winter), Gabbia, Pavlovic, Athekame, Fofana (23' st Ricci), Jashari (40 st Loftus-Cheek), Rabiot, Bartesaghi, Nkunku (30' st Pulisic), Gimenez (23' st Fullkrug). (1 Terracciano, 96 Torriani, 14 Modric, 25 Balentien, 27 Odogu, 34 Vladimir Ivanov, 45 Sardo). All.: Allegri Arbitro: Sozza di Seregno Reti: nel st, 5' st Nkunku (rig), 36' Athekame, 42' Vasquez Angoli: 4 a 4 . Recupero: 1' e 10' . Ammoniti: Bijlow, Gabbia, Tomori, Ricci per gioco falloso, Vitinha per proteste. Spettatori: 31302 di cui paganti 3201 (220 ospiti) e abbonati 28101
