Milano – Per l’Inter è un set point verso lo scudetto, da giocare conoscendo già il risultato del Napoli a Parma. Per il Como è l’occasione di portarsi ad appena due punti dal Milan in crisi, piantando definitivamente le tende in zona Champions. Per i nerazzurri, la trasferta di questa sera sarà l’ultimo big match della stagione in campionato, perché tali vanno considerate ormai le sfide con la squadra di Fabregas, che al secondo anno in Serie A ha già preso il posto che per quasi un decennio ha occupato l’Atalanta: quello della provinciale bella, ricca e famosa. Per i comaschi no, c’è ancora la partita contro il Napoli in casa, a inizio maggio, che potrebbe fare di Da Cunha e compagni gli arbitri della corsa al tricolore.

Lautaro out, è come se mancasse mezza squadra

Alla sfida più importante di quel che resta del campionato, l’Inter arriva senza Lautaro, che è come dire senza mezza squadra, visto che l’assenza del capitano dimezza gol segnati e punti. Con l’argentino in campo, l’Inter ha un passo da 96 punti alla conta finale, con 2,5 centri a partita. Senza, la proiezione è di 60 punti, roba da nono posto. Per non farlo rimpiangere, dovranno fare gli straordinari gli altri tre assi del mazzo, tutti già in gol contro la Roma una settimana fa a San Siro: Çalhanoglu, Barella e Thuram, al cui fianco dovrebbe giocare Pio Esposito. Le dichiarazioni dei giocatori citati, negli ultimi giorni, hanno battuto sullo stesso tasto: la pratica scudetto va chiusa il prima possibile. «I miei calciatori sono tutti importanti allo stesso modo», ha detto Chivu a metà settimana, prima del nuovo infortunio dell’argentino. Ovviamente non è vero, ma vale come auspicio. Fabregas cerca i primi punti contro l’Inter Fabregas, più giovane del collega di sette anni, questa sera punta a fare i primi punti in campionato contro l’Inter in due stagioni a Como. Ci proverà probabilmente con un 3-4-2-1 pratico, con Nico Paz e Baturina alle spalle di Diao, in vantaggio su Douvikas nel toto formazione. «Non è che se vinci o perdi con l’Inter la stagione cambia», ha messo le mani avanti il tecnico catalano. che a San Siro lo scorso 6 dicembre ha perso 4-0. Poi ha aggiunto: «Dovremo giocare con coraggio».

Il suo calcio di posizione, pressing e dominio contro i nerazzurri non ha mai funzionato, se non — e solo in parte — nel bizzarro match di andata di Coppa Italia, giocato dalle riserve a ritmi soporiferi e finito senza reti. Il ritorno, martedì 21 aprile a San Siro, sarà un’altra storia. Ma la sfida vera, quella che può definitivamente indirizzare la stagione per gli uni e per gli altri, si gioca questa sera sul lago