FIRENZE – Si può dare di più di quanto dica la classifica marcatori un po’ malinconica della serie A, dove Kean è a quota 8 con Scamacca, Pio Esposito a 6 e il figliol prodigo Raspadori a 1, mentre Retegui è a 15 sì, ma nella lega saudita? Più che altro si deve dare di più, altrimenti per la Nazionale è un problema. L’assioma è più che tautologico. Per vincere i play-off e andare finalmente al Mondiale, serve innanzitutto fare gol, anche se in teoria si potrebbe arrivare in America pure attraverso due 0-0 e i calci di rigore. Meglio evitare, perché non essere riusciti a segnare fu fatale sia nel 2017 con la Svezia sia nel 2022 con la Macedonia del nord. Onde impedire il terzo consecutivo flop, Gattuso ha plasmato per tempo l’attacco col doppio centravanti, che in effetti finora ha funzionato assai meglio della difesa, non più punto di forza: 19 gol in 6 partite, 14 firmati appunto dagli attaccanti (5 Retegui, 4 Kean, 3 Esposito, 2 Raspadori, col corredo degli assist reciproci), sono il bilancio da esibire domani sera a Bergamo. Ma ora che dell’Irlanda del nord si annota l’inclinazione al catenaccio, già misurata dalla Germania durante le qualificazioni, la statistica va tramutata in sostanza e il compito ricade parecchio sulle spalle dei suddetti quattro, sperabilmente magnifici. Le gerarchie La coppia che capeggia le gerarchie, come le prove tecniche contrassegnate dai persistenti dubbi sulle condizioni fisiche di Bastoni e Politano (pronti eventualmente Buongiorno e il debuttante Palestra: Tonali e Mancini stanno meglio), è formata dall’oriundo argentino Mateo Retegui, esule in Medio Oriente in nome del ricco contratto, e da Moise Kean, vercellese di genitori ivoriani approdato a Firenze. Il tandem incarna la tendenza delle nazionali azzurre degli altri sport, dove la mescolanza delle etnie è una ricchezza premiata dai successi. La visita a Coverciano della fiorentina Larissa Iapichino, fresco argento mondiale nel salto in lungo indoor, è il manifesto del momento: «Sarò un piccolo soffio di vento da casa», ha promesso da tifosa a Radiorai. In verità il soffio dovrà arrivare prima dal velocista Kean, che è stato attento a preservare le sue fibre bianche dal rischio di infortuni e ha dichiarato la voglia di Mondiale, lui che a ottobre a Tallinn aveva immolato una caviglia alla causa. Gli incontri con i giocatori Gattuso ha sedotto calcisticamente anche Retegui con la visita di gennaio a Kobhar, la città di fronte al Bahrein dove lui gioca nell’Al Qadsiah. È diventato naturale per il centravanti scovato nel Tigre di Buenos Aires e lanciato in maglia azzurra da Roberto Mancini, ma poi confermato da Spalletti e dall’attuale ct, restituire tanta attenzione, presentandosi con una settimana d’anticipo a Coverciano, col campionato saudita in pausa, per allenarsi da solo con i preparatori Dominici e Tenderini. I dioscuri hanno una controfigura adeguata: Esposito, 20 anni, oltre a farsi largo nell’Inter, si è preso sempre più spazio qui, con i suoi 3 gol in 5 presenze, di cui solo l’ultima dall’inizio. Ma più ancora delle cifre sono i movimenti da punta d’area a candidarlo con naturalezza al ruolo di titolare aggiunto, che peraltro incarna dal principio della sua avventura con l’Italia, ormai datata 2021, il tuttofare Raspadori, passato a gennaio dall’Atletico Madrid all’Atalanta per restare in Nazionale e promosso seconda punta dall’infortunio di Scamacca, rimasto a curarsi a Coverciano. Il totale fa una gara tra Kean, Retegui e Raspadori, tutti e tre a 11 gol nella classifica cannonieri dei convocati. Non sono gelosi l’uno dell’altro. Chi segna segna: l’importante è accompagnare l’Italia al Mondiale.
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Italia, tra Retegui e Kean la tentazione è Pio Esposito
Enrico Currò·

Verso il play-off contro l’Irlanda del Nord, Gattuso cerca la coppia d’attacco
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