Milan 6.5 Maignan Con la forza dello sguardo ipnotizza Mkhitaryan. Anche così cambiano le partite. 6 Tomori Sempre in controllo, duro quando serve. Fa fatica solo quando deve impostare. 7 De Winter Da pulcino spaurito a cavaliere senza paura: la sua crescita è evidente. Cancella Esposito. 6.5 Pavlovic Pirata con il coltello tra i denti. Non fa prigionieri. Utile anche quando accompagna l’azione. 6.5 Saelemaekers Costringe Dimarco a guardarsi le spalle. Frizzante, mai banale. 6.5 Fofana Ha un’andatura caracollante, sembra pasticci sempre però è lui a lanciare la fuga per la vittoria di Estupiñan. Dal 29’ st Ricci 6 Entra aggressivo e feroce, ma che rischio quel braccio largo in area di rigore. Gli è andata bene. 7.5 Modric Dominatore, a 40 anni suonati. Come un professore, sale in cattedra e spiega ai giovani studenti. E sfiora pure il gol. 7 Rabiot Intercetta, imposta, corre, lotta. Uno, nessuno e centomila. È uno delle chiavi del Diavolo. 7 Estupiñan L’eroe che non ti aspetti: fionda il pallone del vantaggio sotto la traversa. E lì dietro tiene sempre alta la concentrazione. 5.5 Leao La sua guerra dei mondi è interiore: si inceppa al primo errore e, al netto di un paio di fiammate, mostra la sua versione indolente. Si salva in parte con la sponda da cui nasce il vantaggio. Dal 29’ st Füllkrug 6 Polmoni freschi e centimetri utili nella bagarre finale. 6.5 Pulisic Vola come una farfalla, prova a pungere come un’ape. Missione solo parzialmente riuscita. Però dura fino alla fine. Dal 39’ st Nkunku sv 7.5 All. Allegri Vince un altro derby con uno spartito tattico perfetto: segna, sfiora il bis, poi concede poco all’Inter. Il suo Milan è sempre più vicino al rientro in Champions e continuerà a guardare all’insù. Inter 6 Sommer Avvio con regalo a Pulisic. Assiste impotente al tiro al bersaglio di Estupiñan. 6.5 Bisseck Gestisce con attenzione le sprint race a cui lo costringe Leao. Dal 35’ st Diouf sv 6 Akanji Letture corrette, diffusa sensazione di sicurezza. 5.5 Bastoni Come stordito dall’ormai consueta dose di fischi: un mal di testa che gli toglie lucidità. A metà secondo tempo Chivu getta la spugna e lo richiama in panchina. Dal 23’ st Augusto 6 Senza infamia e senza lode. 5 Henrique Attore non protagonista nella scena che vale l’Oscar a Estupiñan: l’ecuadoriano scappa alle sue spalle, lui lo insegue inutilmente. Dal 14’ st Dumfries 6 Aggiunge alla ricetta i suoi ingredienti: dinamismo, presenza fisica. 6 Barella Elettrico, prova a suonare la carica. Però è impreciso, anche troppo. Dal 23’ st Frattesi 5.5 Riempie l’area di rigore, non trova l’inserimento giusto. 5.5 Zielinski Una bottiglia sgasata: procede per inerzia, non si accende mai. Serata storta. 5 Mkhitaryan Ha sulla coscienza il pallone che poteva cambiare la partita: lo passa a Maignan. Un errore da matita rossa. Dal 14’ st Sucic 5.5 Doveva accendere la luce, sembra giocare a nascondino. 5.5 Dimarco Robin Hood per una volta senza frecce: ha una buona occasione, non centra il bersaglio. 5 Esposito Finisce impigliato nella rete milanista: sgonfiato come un palloncino da De Winter. 5.5 Bonny Più rifinitore che punta, si muove tanto ma combina poco. Prova a legare la squadra: missione fallita. 5.5 All. Chivu Pesano le assenze di Lautaro e Thuram, certo, ma l’Inter è piatta. Crea scompiglio solo con i piazzati allo scadere. Non basta. Ennesimo scontro diretto perso. 6 Arbitro Doveri Con il piglio da sergente, fischiando il meno possibile. Perde la bussola nel finale: tanti dubbi sul braccio di Ricci in area di rigore.
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Le pagelle di Milan-Inter: Modric insegna calcio, Dimarco stecca
Andrea Sereni·

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