Bergamo – Sono sbarcati nel tardo pomeriggio all’aeroporto di Orio al Serio, nel comitato d’accoglienza una pioggia tambureggiante, come a farli sentire più a casa. L’allenamento di rifinitura hanno preferito farlo a Liverpool, in Inghilterra, raduno strategico in quanto quasi tutti giocano lì. Un modo per allontanare la tensione. E ieri nelle facce della delegazione dell’Irlanda del Nord c’era uno strano ghigno: «Non hanno Totti o Del Piero. Non abbiamo paura, possiamo andare avanti», ha detto il ct Michael O’Neill, una carriera nella finanza interrotta per la panchina.

Nipotini, ma senza genialità, di George Best

Il loro aeroporto lo hanno intitolato a George Best, eroe nazionale. Ma i nipotini non hanno un grammo della genialità del “Quinto Beatle”. Numero 69 del ranking Fifa, da 40 anni senza Mondiale, l’Irlanda del Nord (ai play-off grazie al piazzamento in Nations League) giocherà con una linea a cinque in difesa e un solo attaccante: un 5-4-1 che in fase offensiva si può trasformare in un 3-4-2-1. Sono pericolosi sui piazzati, l’Italia ha preparato contromosse con la regia di Bonucci. «Abbiamo battuto grandi squadre con il 30% di possesso palla», ha confermato il ct. «Dovremo restare in partita, più passa il tempo più è difficile per chi ha maggior pressione».

Il leader della difesa faceva il contadino

Un calcio un po’ antico, necessario per una nazionale che stasera non avrà il suo miglior giocatore, l’esterno del Liverpool Conor Bradley (si è rotto il legamento crociato), e neanche Dan Ballard del Sunderland, attorno al quale solitamente gira la difesa. A guidarla stasera ci sarà Paddy McNair da Ballyclare, che prima del pallone faceva il contadino. È lui l’unico reduce di Euro 2016, l’ultimo grande torneo a cui l’Irlanda del Nord ha partecipato. Sono solo quattro i calciatori di prima divisione convocati da O’Neill, gli altri giocano in seconda (7) o addirittura terza serie (17). Dalla Premier arrivano Justin Devenny, che con il Crystal Palace ha vinto Fa Cup e Community Shield (segnando il rigore decisivo), e il capitano Trai Hume del Sunderland, quotato 22 milioni (il valore più alto in rosa). Dall’alto al basso: in porta ci sarà Pierce Charles, fratello del centrocampista Shea, che allo Sheffield Wednesday ha uno stipendio da 180mila euro. Una tradizione negativa Sono «operai e gregari infaticabili», ma nel 2021 hanno fermato sullo 0-0 la Nazionale di Mancini, condannandola all’incubo macedone, e nel gennaio 1958 a Windsor Park vinsero 2-1 contro l’Italia di Foni — “La disfatta di Belfast” — il primo Mondiale a cui gli azzurri non si qualificarono. O’Neill ha preparato un dossier di 36 pagine sull’arbitro olandese Makkelie: «Voglio che i ragazzi sappiano tutto di lui, da quante ammonizioni distribuisce ai motivi per cui estrae i cartellini». Suonerà God Save the King, tema di dibattiti interni per i tanti che vorrebbero un inno proprio (come succede nel rugby, dove viene utilizzato Ireland’s Call, la squadra è unica con l’Irlanda di Dublino). Indosseranno la nuova divisa da trasferta bianco nuvola con inserti verdi «ispirata alla storia», alla nazionale che partecipò ai Mondiali del 1982 e del 1986. Per far fuori l’Italia, vale anche la scaramanzia.