Roma – Gasp e Ranieri, nella gioia (poca, novanta minuti più recupero), e nel dolore (tanto, il resto della stagione). Finché dura. Promessa estiva: onorarsi tutti i giorni del campionato. Poi è arrivato l’autunno. Le mezze stagioni esistono ancora, il problema è che sono mezze. E arrivano i problemi. Quando nessuno li nasconde più, finge che non ci siano, non recita più una parte, i tre gol di Malen e la vittoria sul Pisa (ruolo da comparsa all’Olimpico, troppo poco per salvarsi) 3-0, la piccola distanza dalla zona Champions (raggiunta la Juventus, il Como quarto è a un solo punto) diventano un inciso tra un non ti sopporto più e ho bisogno di spazio. «La cronaca della gara» Le bordate di Ranieri a Gasperini Oltre il Pisa, oltre la partita che non ha detto molto se non i tre punti, c’è di più. Una frattura. Ranieri e Gasperini sono oltre la pausa di riflessione, prendiamoci del tempo e poi vediamo. L’allenatore non ha mai nascosto la propria insofferenza, si è lamentato da inizio stagione di Massara-mercato-mancati arrivi-medico-infortuni-altro da specificare. Ranieri era stato diplomatico. Era. Ma è arrivato al limite. Non usa più parole di circostanza, quelle che servirebbero per rimettere a posto i rapporti: “Se mi piacerà continuare in questo ruolo (consulente dei Friedkin) va bene, altrimenti no. Non resto a fare il garante di nessuno. Come mi sono fatto da parte da allenatore, potrò farlo ora”. E una. "Sono il consulente della proprietà, non di Gasperini” Ma non è finita: “Il bilancio lo farò alla fine. Da advisor stai al tuo posto e quando vieni interpellato dalla società dici la tua. Io sono consulente della proprietà, non di Gasperini”. E due. E per i pochi che non abbiano ancora quanta distanza ci sia tra i due che dovevano essere un’anima sola nella Roma meglio metterne altra. Anzi. Siamo quasi alle ripicche: non volevo te, pensavo a un altro, ma sai come va la vita: “Io ho scelto 5-6 allenatori, tre non sono venuti (Allegri, Fabregas, Pioli). La società ha scelto Gasperini”. Il dilemma del mercato E si arriva al mercato, ai giocatori chiesti e andati altrove (Rios, Sancho, Zirkee, Raspadori per dirne alcuni) che Gasp contesta: “Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta: partire con i giovani e portarli su grandi palcoscenici. Ho smesso di allenare per questo, se dobbiamo perdere un anno di costruzione lo faccio volentieri. Noi ci aspettavamo proprio questo: io e Gasperini abbiamo scelto i giocatori. Non c’è stato un giocatore che è venuto senza la sua approvazione. Ma è vero, non potevamo prendere Rowe”. La replica di Gasperini E poi perché l’autostima non manca e anche la Nazionale rifiutata quest’estate che ancora brucia e resta nei desideri: io sono arrivato a un punto dalla Champions. In questo momento anche Gasp, che alla fine ha risposto: “Lasciamo stare l’Atalanta, che è stata subito competitiva. E non era composta solo da giovani. Con Ranieri ci incontreremo la prossima settimana, ma con lui non ho mai avuto screzi. Mancano sei turni alla fine del campionato, ora le priorità sono altre”. Ma il chiarimento non può più attendere. Roma (3-4-2-1): Svilar 6.5 – Ghilardi 6.5, Ndicka 7, Hermoso 6.5 – Celik 6.5 (34’ st Angelino sv), Pisilli 6.5, Cristante 6.5, Rensch 6.5 (40’ st Venturino sv) – Soulé 6.5 (20’ st El Aynaoui 6), Pellegrini 6.5 (1’ st El Shaarawy 6) – Malen 8.5 (34’ st Vaz sv). All. Gasperini 7 Pisa (3-4-2-1): Semper 5.5 – Calabresi 4.5 (40’ st Coppola sv), Caracciolo 4, Canestrelli 4.5 – Touré 4.5 (10’ st Piccinini 5.5), Hojholt 5 (10’ st Akinsanmiro 5.5), Aebischer 6, Angori 5.5 – Leris 5.5, Tramoni 5.5 (29’ st Loyola 6) – Moreo 5.5 (29’ st Durosinmi 6). All. Hiljemark 5 Arbitro Feliciani 6 Reti: 3’, 43’ pt, 7’ st Malen Note: ammoniti Touré, Celik. Spettatori 60.075