Quando le cose vanno male, da ex giocatore non me la sento di dare addosso a qualcuno perché capisco i momenti. Ma nella mia Juve e nel mio Napoli tutti – me compreso – facevano la cosa giusta nel momento più importante. E vengo alla partita tra Juventus e Fiorentina. Se in un contropiede in superiorità numerica Yildiz porta palla con accanto Vlahovic e Conceiçao ha due soluzioni: o tira lui o la passa al primo che ha migliori percentuali in zona gol. Invece che fa? Sceglie Conceiçao. Platini la palla non l’avrebbe passata a me: o tirava lui (ne sono convinto) o serviva Laudrup e Serena. Io personalmente, se avessi avuto quella palla, non avrei neanche pensato a tirare e mi sarei affidato a Maradona o Careca.

Alla Juventus nessun giocatore pensa alla cosa giusta

Azione emblematico di come alla Juve non ci sia nessun giocatore che pensi alla cosa giusta nel momento più importante della partita. Vale anche per la difesa: sul primo gol subito Locatelli non capisce il passaggio verso Ndour, mentre Koopmeiners non fa la cosa giusta per congtrastarne il tiro. Spalletti ha parlato della pressione sui giocatori. Sinner però ci insegna che il bello dello sport è giocare finali importantissime in cui sei sempre sul filo. Se non senti la pressione vuol dire che stai giocando una partita di centro classifica. La cosa che ho imparato nei miei anni alla Juve è che chiunque arrivasse dava il massimo, ma da qualche anno non è più così. Parlare di tecnica e tattica, di Openda e David che non segnano è facile, anche troppo.

Quel balletto per un gol banale

Do invece una mia lettura, partendo da un’immagine: i giocatori della Juventus che, in una gara importante ma non troppo, hanno esultato con un balletto in campo. Se ci fosse stato Boniperti gli avrebbe fatto la multa, e questo non significa essere beceri tradizionalisti. Perché alla Juventus quelle manifestazioni le fai se vinci la Champions o il campionato. Conosco l’ambiente, lì la gioia non si esprime per una partitina... Esempio: vinsi uno scudetto anche perché la Roma perse alla penultima giornata con il Lecce già retrocesso. Prima della partita il presidente giallorosso Viola fece il giro di campo e oggettivamente sbagliò, il calcio vive di regole non scritte da rispettare.

L’umiltà del Milan per uscire dal momentaccio

È uscito bene dal momentaccio il tanto criticato Milan. Il Genoa ha giocato aperto e i rossoneri ne hanno approfittato. Allegri ha capito la tipologia della squadra, gestendo tatticamente il tutto con umiltà o con pragmatismo che dir si voglia. Anche la Roma, una volta andata sopra nel derby con la Lazio, stavolta non ha rischiato più di tanto. E così Allegri e Gasperini andranno in Champions a meno di non fare harakiri con Cagliari e Verona. Ma proprio l’episodio del Lecce che ho appena ricordato aiuterà a mantenere la guardia molto alta.