Quaranta giorni alla fine. La volata scudetto e il sogno del Napoli si sono fermati a tarda ora nella stessa domenica di primavera matura, 12 aprile 2026, stesso tempo, ripresa di Como-Inter. Campionato ormai finito, ci siamo. Ma a sei gare e 40 giorni dalla fine, con 9 punti che dividono prima e seconda in classifica, cominciano già due domande. La prima, gira come un disco rotto. Chi sarà il nuovo Ct della Nazionale? La seconda, se sarà davvero Conte, chi al posto suo sulla panchina del Napoli? Non vi sono notizie né firme, né indiscrezioni o pallide probabilità, si può azzardare un oroscopo. La logica a volte anticipa la cronaca, i retroscena la terminano, gli interessi personali si elidono nelle soluzioni. Proviamo. Il Ct della resurrezione sarà scelto dal nuovo presidente federale. Un nome più difficile che quello per la presidenza. I giochi sono brutalmente aperti. La Lega di serie A – tranne Lazio e Verona – porta l’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò. Primo sfidante, Giancarlo Abete, costretto a dimettersi per motivi familiari dopo il disastro dei Mondiali 2014 e il flop di Balotelli. Presidente della Lega Dilettanti che ha 34% dei voti. Decidono le associazioni dei calciatori (20%) e degli allenatori (10%). Le tre componenti, se compatte, con il 64% possono essere decisive. La B poi ha il 6%, la Lega Pro 12. De Laurentiis sostiene Malagò, ma il regista dell’operazione è considerato Beppe Marotta. L’ex presidente del Coni non ha il governo dalla sua parte, meno che mai il ministro dello sport, Abodi. Manca molto tempo, c’è ancora molto da discutere. Chiunque vinca, dovrà scegliere il Ct. Antonio Conte può essere il nome di più forte impatto su una tifoseria da riconquistare. Conte dice ora di non essersi proposto. È la prova indiretta che non gli dispiaccia riprendere la guida della Nazionale lasciata con gli Europei del 2016 ai quarti di finale. Minaccia di non parlare più di Nazionale. Giusto, teme di bruciarsi. Ma che dice De Laurentiis? Non si oppone. I suoi rapporti con l’allenatore del quarto scudetto sono ottimi e non li brucia bloccandolo al contratto di Napoli. Si può pensare che abbiano fatto già molto insieme. Dividersi può interrompere un rapporto che rischia di logorarsi. Conte ha interesse a un rilancio internazionale, il Napoli ad aggiornare la sua politica finanziaria e tecnica con una squadra più giovane ma più longeva, meno costosa nel monte ingaggi ma ancora più ambiziosa. Per Conte sarà difficile rinunciare agli attuali 9 milioni annui, premi compresi. Ma è verosimile pensare che De Laurentiis, risparmiandoli per il prossimo anno, possa intervenire con una buonuscita. Un contratto quadriennale con la Federazione non potrebbe mai essere inferiore ai 24. Sostituire Conte è però difficile per De Laurentiis. Dovrà riflettere a lungo. Chissà cosa dovrà inventare per trovare un sostituto credibile. Un’idea può essere Fabregas. Il suo identikit coincide con il progetto annunciato e accantonato di un settore giovanile sul modello spagnolo. Affascinante, certo. Come tutti i sogni. Anche questo per ora lo è. Bisogna attendere. A una sola certezza è ancorato il futuro. Con 66 punti dopo 32 giornate, appena due meno dell’anno scudetto, a sei dalla fine il Napoli dimostra di aver superato l’handicap di oltre 30 infortuni muscolari e l’assenza per lunghi periodi dei migliori giocatori. La prova di una squadra forte, qualitativa e ben guidata da Conte. La più forte che abbia avuto nel suo biennio a Napoli. Persino più attrezzata di quella che vinse un anno fa lo scudetto. Se davvero passa alla Nazionale, Antonio lascia non solo lo splendido ricordo di scudetto e Supercoppa.
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Napoli e Nazionale, Conte diviso tra i due amori. Guida ragionata a cosa sta per accadere
Antonio Corbo·

Perché il presidente De Laurentiis e l’allenatore del quarto scudetto si avviano verso il più cordiale degli addii. Solo Fabregas potrebbe essere il logico erede
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