Presente e futuro: l’ora dei bilanci si avvicina ed è già cominciato il conto alla rovescia. Meno 9, quante sono le partite che mancano alla fine del campionato e anche i punti di distacco dalla capolista Inter, a cui il Napoli ha recuperato negli ultimi 180’ ben cinque lunghezze. Ma è tardi per sognare una clamorosa rimonta per lo scudetto e per questo in casa azzurra i conti si fanno con più pragmatismo sul lungo sprint per la zona Champions League, un po’ più vicina grazie al filotto di tre vittorie consecutive appena messe insieme contro Verona, Torino e Lecce. Il vantaggio sul quinto posto è aumentato: +6. La corsa però va fatta adesso sulla Juve e sul Como, che ha battuto ieri pomeriggio la Roma nello scontro diretto giocato in Lombardia. Spettatrice interessata la squadra di Antonio Conte, che sta ritrovando il passo giusto ed è attesa adesso dall’anticipo di venerdì a Cagliari: l’ultimo impegno prima della sosta per gli spareggi Mondiali della Nazionale. Il margine da gestire è consistente e con un altro successo la strada si farebbe tutta in discesa, con concrete possibilità di tagliare il traguardo anche con qualche giornata di anticipo. L’unico tarlo sono i problemi difensivi, legati alle pesanti assenze di Amir Rrahmani e Giovanni Di Lorenzo. Il Napoli continua infatti a subire troppi gol rispetto a tutte le altre formazioni di vertice e anche contro il Lecce è stato costretto a risollevarsi con fatica dopo una partenza a handicap. Ma l’emergenza è almeno alle spalle negli altri due reparti e si è vista al Maradona la differenza che fa in positivo ad avere di nuovo a disposizione dei big del calibro di Kevin De Bruyne e Scott McTominay, a cui sono bastati 45’ per ribaltare la gara di sabato scorso partendo dalla panchina. Conte non può ancora utilizzarli a pieno regime dopo le lunghe assenze per infortuni (come per Frank Anguissa e Romelu Lukaku) e continuerà quindi a dosare le forze dei suoi campioni, che però pure part time hanno la qualità per cambiare il corso di qualunque partita. Il Napoli ha un organico forte e senza la perenne emergenza avrebbe potuto lottare per lo scudetto fino alla fine, invece di essere costretto a sognare una miracolosa rimonta sull’Inter nelle ultime nove giornate. Sono appena 2 i punti in meno rispetto al campionato scorso dopo 29 partite, nonostante gli impegni supplementari in Champions e nella Supercoppa Italiana, vinta a dicembre in Arabia. Dal punto di vista tecnico, dunque, ci sono già delle basi robuste per programmare un futuro ambizioso, soprattutto se sarà percorsa la strada della continuità. Non ci sarà infatti bisogno di una campagna acquisti faraonica in estate e per questo i prossimi step di crescita del club sono legati a delle problematiche diverse dal mercato, che comunque sarà di nuovo ambizioso. De Laurentiis e Conte - uniti da un contratto in scadenza nel 2027 - ne sono ben consapevoli e nel consueto vertice di fine stagione sono pronti per confrontarsi su tutto quello che non ha funzionato, in campo e fuori. Sul tavolo la questione dei tantissimi infortuni, dei recuperi molto dilatati nel tempo e delle sinergie tra gli staff: da migliorare. Poi c’è la questione mediatica, con la società troppo spesso in seconda linea e l’allenatore leccese che è passato da un eccesso all’altro negli ultimi mesi: esponendosi da “manager” in prima persona fino a inizio gennaio e poi sparendo completamente dai radar, con l’espulsione a San Siro contro l’Inter a fare da spartiacque. Più sullo sfondo la questione del nuovo centro sportivo: un progetto a cui l’ex ct tiene parecchio e che ora deve decollare. Il 1 agosto il Napoli festeggerà il suo centenario e non ha ancora una casa di sua proprietà. Idem per lo stadio. Conte ha sempre detto di voler lasciare una traccia duratura del suo passaggio nel club, anche quando andrà via. Ma De Laurentiis la pensa nello stesso modo e nel vertice tra i due dovrebbe esserci di conseguenza unità di vedute. Nulla fa quindi pensare all’ipotesi di un divorzio anticipato, per il momento. Gli azzurri hanno un ciclo da completare e per la prossima stagione c’è già un obiettivo: fare un percorso molto più onorevole soprattutto in Champions League. Ci tengono nello stesso modo presidente e allenatore: a maggio la fumata bianca. Il futuro è adesso.
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Napoli, futuro blindato: Champions più vicina, De Laurentiis rilancia
Marco Azzi·

Gli azzurri allungano: 6 punti sul quinto posto a 9 gare dalla fine Vertice tra presidente e tecnico, le mosse per continuare insieme
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