Senza identità e forza di gioco, ancora una volta il Napoli soccombe per il primo tempo e oltre. La squadra più anziana (età media 28,1) attende che esca il più maturo, tecnico e pagato dei suoi, per essere più intraprendente. De Bruyne, 35 anni il 28 giugno, campione del mondo e d’Europa con il Manchester City, 10 milioni di ingaggio torna mesto in panchina sotto il peso dei suoi trionfi. Schiacciato anche dal confronto con Nico Paz, la giovane stella già promessa al Real Madrid. Se il Como pur senza vincere né segnare, domina in campo così a lungo per idee di gioco, ritmo e possesso palla vuol dire che sabato a tre gare dalla fine per il Napoli è suonato il gong. È l’ora per Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte di riflettere. Non sono più dentro lo stesso progetto. Ciascuno per proprio conto deve ripensarne un altro. Non c’è vincitore né sconfitto, amici sono e lo rimarranno, ma non c’è tempo, alibi, motivo per andare avanti così. È l’ora del coraggio. Si comincia dai conti. Il Napoli ha investito in due stagioni circa 338 milioni. Ne ha incassati 245. C’è una differenza di 93. Può succedere. Ma bisogna rispettare chi ha favorito la base di 245 milioni: soldi delle cessioni di Kvara, Osimhen, Raspadori, Simeone, Caprile, Gaetano, Natan. Elementi presi nella gestione precedente. Si esclude che il mercato prossimo prometta ancora tanto danaro. Perché sono intanto arrivati giocatori che non è facile rivendere. Sono più anziani, spesso bollati da lunghi infortuni e rendimento discreto o alterno, scritturati con ingaggi alti che superano i 150 milioni. Cifre che allontanano gli acquirenti. Per alcuni, come Hojlund, Lucca, Lang e altri, il Napoli deve pagare un esoso riscatto. De Laurentiis paga ancora gli errori commessi dopo lo scudetto e la fuga di Spalletti, oltre che di Giuntoli. Nessuno può giurare o smentire che si fossero dati appuntamento nella Juve, probabile che nel bloccare ad ogni costo Conte dopo il secondo scudetto abbia il presidente nella memoria abbia rivisto lo sfacelo dell’estate 2024, con un manager di cui non si ricorda il nome e con un Ufficio Scouting fin troppo creativo. A Ischia come un anno prima a Palazzo Reale ha restituito le chiavi a Conte. Ingaggio super ma adeguato a un top allenatore, folto e costoso team, Oriali compreso. È rimasto in un cono d’ombra secondo i patti. È uscito solo in soccorso del tecnico in crisi il 9 novembre a Bologna, ossessionato dal timore di «accompagnare un morto». Non è mai intervenuto dinanzi agli infortuni muscolari (31 o 43, dipende dalla gravità) e agli spifferi che uscivano dagli staff. È passato sotto silenzio tutto, come la cessione di Kvara, tra i migliori esterni d’Europa. Era finito in panchina. Un’ utopia pensare che bastasse Alejandro Garnacho, oggi confuso tra i fumi di Londra. Se la Nazionale sceglie Conte risolve i dilemmi suoi e del Napoli. Ma se e quando si saprà? Il Napoli e l’allenatore possono parlare subito o chissà quando. È certo però che il club possa trascinarsi nel buio. Insostenibili gli ingaggi di Lukaku e De Bruyne e i già svincolati, meglio definire l’origine degli infortuni perché non si ripetano, dare poi al Napoli una attrattiva identità di gioco con i migliori anziani e i giovani selezionati da Giovanni Manna, prima che la Roma lo porti via. Più che De Laurentiis è Conte a dover scegliere. La città lo ama, e lui? Se non va in Nazionale o altrove, rimane volentieri? È pronto a reinventarsi grande allenatore nel desiderio di vincere con metodi condivisi, gioco di maggior fascino, in un clima mite e meno febbrile, con mercato lasciato a chi lo conosce? In una domanda: ha voglia di creare finalmente a Napoli un lungo costruttivo ciclo, il suo? Risponda anche De Laurentiis. Centro giovanile, stadio, liti inutili con il Comune: ha il coraggio di fare sul serio o gli bastano Sarri e il Centenario per proseguire nel nulla?
Todas las noticiasCalcio
Descargar
Napoli, società e tecnico: è l’ora dei processi. Da chiarire cifre, infortuni, acquisti sbagliati
Antonio Corbo·

Non basta l’accordo per proseguire il rapporto. De Laurentiis e Conte sono fuori dal progetto. Una squadra senza gioco. Non basta Sarri per creare un nuovo lungo ciclo
Sigue todas las noticias de fútbol
Descarga la app para recibir notificaciones de las últimas noticias.