MILANO - Nessuno se l’aspettava. Dopo le disfatte di Inter e Juventus (e prima del Napoli), la bistrattata Nazionale, alla quale i club non hanno ritagliato a febbraio nemmeno un piccolo stage, non è chiamata semplicemente a salvare se stessa, evitando la terza esclusione consecutiva dal Mondiale. Nei play-off del 26 e del 31 marzo dovrà difendere più che mai il calcio italiano. Con l’eccezione dell’Atalanta attesa dal colosso Bayern, la serie A è stata azzerata prima degli ottavi di finale della Champions, anche se una tra Roma e Bologna giocherà i quarti dell’Europa League e la Fiorentina proverà a resistere in Conference League.
Allarme interisti
Gli azzurri di Gattuso si giocano tutto: prima contro l’Irlanda del Nord e poi, se a Bergamo vinceranno secondo pronostico, nello spareggio a casa Galles o Bosnia. Le disfatte internazionali delle tre grandi non sono la migliore premessa: a giugno 2025 la batosta degli interisti nella finale col Psg fu tra le concause dello 0-3 di Oslo con la Norvegia, traumatico battesimo delle qualificazioni al Mondiale. Ora l’ulteriore caduta norvegese col Bodø alimenta il timore di un nuovo contraccolpo psicologico sull'autostima dei reduci nerazzurri.
L'ottimismo del ct
Ma il ct rimane ottimista. Da tempo, constatata l’impossibilità dello stage, aveva capito di doversi trasformare innanzitutto in psicologo dello sport, rinnovando le proprie competenze in una materia che già ai tempi del corso da allenatore Uefa Pro a Coverciano gli piaceva parecchio. Le ripetute visite ai calciatori – nel ritiro del Cagliari a Parma ha appena visto Palestra e Caprile – mirano appunto a entrare nella testa dei giocatori, in vista dell’obiettivo da non fallire, mitigando le potenziali ricadute delle sconfitte coi club sul morale. Il rischio dell’effetto collaterale della Champions, a meno di un mese dall’appuntamento, è indubbio: i reduci nell’Inter sono Bastoni, Barella, Esposito, Dimarco e Frattesi, quelli della Juventus Locatelli, Cambiaso, Gatti e l’ultimo candidato Miretti, quelli del Napoli Buongiorno, Spinazzola, Politano e Meret: 12-13, non pochi.
L'Arsenal dosa Calafiori
Si aggiunge l’incognita tecnica in difesa, dove la stagione di Bastoni, Buongiorno e Cambiaso è fin qui minore e nel trio titolare ipotizzabile (Mancini-Bastoni-Calafiori) manca un centrale naturale. A centrocampo è insolitamente discontinuo Barella e Frattesi non è al massimo. L’altro problema è il fisiologico pericolo infortuni. Perso Di Lorenzo, Raspadori sta recuperando, Zaccagni è appena guarito e Calafiori viene dosato dall’Arsenal, dopo un paio di contrattempi durante il riscaldamento. Verratti, il cui ritorno a 33 anni da leader designato si profila come la novità (insieme al battesimo di Palestra, in vantaggio su Cambiaso e Bellanova), ha scongiurato l’operazione al ginocchio e sta per tornare nell’Al Duhail, la sua squadra qatarina. Al momento arrivano da Doha rassicurazioni sul rispetto delle tabelle per il rientro in campo.
Il ritorno del regista dal Qatar
La verosimile presenza di Verratti, preparata dalla visita del ct in Qatar lo scorso gennaio (quando non c'erano le restrizioni di queste ore ai viaggi in Medio Oriente), rafforza nel 3-5-2, il sistema tattico base, le alternative al terzetto Barella-Locatelli-Tonali, con Politano e Dimarco esterni, dietro la coppia d’attacco Kean-Retegui (Esposito e Scamacca le affidabili controfigure). Il consolidamento del gruppo collaudato spiega l’ottimismo del ct, oltre alla ritrovata vena di Tonali (con gol), alla crescita di personalità di Locatelli, ai progressi di Scalvini verso la convocazione e alle eccellenti statistiche di Dimarco (6 gol segnati in campionato e 14 provocati, 1 gol fatto in Champions).
Scalata difficile per Berardi
Altri reinserimenti (Zaniolo, Chiesa, Zappacosta) o nuovi inserimenti (Vergara che Gattuso ha allenato ragazzino nel Napoli, Bernasconi, Bartesaghi, Ahanor vicino alla cittadinanza) verranno tendenzialmente valutati per l’auspicabile partecipazione al Mondiale. Per i play-off ci prova Berardi, ma la scalata del capitano del Sassuolo resta difficile. Tutti verranno osservati fino all’ultimo, secondo indicazioni del campo, ma il ct confida nei suoi punti fermi: il ritrovato fiuto del gol di Kean, l’efficacia di Retegui, il sinistro di Dimarco, l’orgoglio di Bastoni, lo status di fuoriclasse del capitano Donnarumma. I biglietti per Bergamo sono stati polverizzati in un'ora e mezza. La Nazionale non può mancare il Mondiale per la terza volta di seguito. E i tifosi hanno recepito il messaggio.
