ZENICA – La testa bassa, lo sguardo a fissare l’orizzonte, oltre il cielo d’acciaio di Zenica. «Chiedo scusa, perché non ce l’ho fatta». Rino Gattuso è stremato, glielo leggi negli occhi. Passa minuti a consolare i suoi giocatori con gli occhi rossi, uno per uno. «I ragazzi non si meritavano una batosta così, per la dedizione, l’impegno. Dispiace, ma questo è il calcio. Io sono orgoglioso dei miei ragazzi». Sembra svuotato: «Se mi pungete oggi non esce sangue, non esce niente. Mi dispiace. È difficile da digerire una delusione così». Non è il momento in cui cercare colpevoli fuori dal cerchio azzurro e il ct, uomo di campo, lo sa: «Non voglio parlare di arbitri, ma oggi è ingiusto. Il calcio è questo, lo so, lo conosco bene, ma è difficile digerire, questa volta. Avrei dato anni di vita pur di farcela, non è bastato». Il presidente Gravina gli fa una carezza, chissà se servirà: «Devo fare i complimenti a Rino Gattuso, credo che sia stato un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi, così come lo ho chiesto a Buffon, c’è stato un momento di sintonia nello spogliatoio con questi ragazzi». Gattuso ora glissa («Il mio futuro oggi non è importante»), il problema ora non è trovare un nuovo ct né capire se Allegri e Ancelotti, i candidati più autorevoli, saranno liberi dalla prossima stagione. A tremare davvero adesso è proprio il presidente Gravina, sopravvissuto all’esclusione del 2022 ma sempre più stretto tra pressioni interne al movimento, ma soprattutto esterne.

Prima di lui, si erano dimessi il compianto Tavecchio, per aver mancato il Mondiale in Russia, e Abete insieme al ct Prandelli per aver perso al primo turno in Brasile ormai dodici anni fa. Proprio Giancarlo Abete, presidente di Dilettanti e già grande elettore di Gravina, avrebbe i numeri per sostituirlo. La Serie A potrebbe giocare una carta a sorpresa come Giovanni Malagò, che dopo Milano Cortina vede il suo nome sempre di moda se c’è un posto libero. «I ragazzi sono stati eroici. La parte tecnica è da salvaguardare al 100%. Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma sono valutazioni che spettano nelle norme al consiglio federale e l’abbiamo convocato per la prossima settimana». Dalla Lega di Salvini al capogruppo di Fdi Bignami è già partito il pressing per «dimissioni imprescindibili». «Ma la politica si prodiga e accelera solo per la richiesta di dimissioni, non ha fatto un solo provvedimento a sostegno del calcio italiano», si difende Gravina. Non esiste nello statuto Figc il voto di sfiducia al presidente: i consiglieri federali possono però dimettersi in blocco per andare a nuove elezioni. Nel 2017 pagò anche Ventura, nel 2022 Gravina e Mancini restarono in sella forti dell’Europeo 2021 vinto ma il ct scappò in Arabia un anno dopo. Il Club Italia era già pronto allo sbarco in America, appena sussurrato per ovvia scaramanzia. Si sperava di potere sdoganare il progetto preparato in silenzio, con ritiri, trasferimenti e raduni già previsti ma taciuti per scaramanzia. Resterà tutto sulla carta. L’ennesimo viaggio immaginario della Nazionale, che non è stata in Russia e in Qatar e adesso dovrà aspettare altri quattro anni per il Mondiale, quello del centenario tra Spagna, Portogallo, Marocco e Sudamerica.