Roma – Una testa è caduta. Ma la faida nella Roma continua, come i colpi proibiti: «Mi hanno cacciato», ha confessato Claudio Ranieri. Il comunicato che ha chiuso la sua avventura come consulente della proprietà americana è arrivato in mattinata, spietato oltre i soliti, gelidi ringraziamenti: «Il rapporto con Claudio Ranieri è terminato». Una sintesi che Sir Claudio non poteva accettare, «per dovere di trasparenza, chiarezza del proprio agire, fedeltà alla verità dei fatti e amore per la maglia»: la separazione «è dipesa da una determinazione unilaterale della società». Ora Ranieri è un candidato per la Nazionale Tutto è iniziato due settimane fa, quando prima di Roma-Pisa Ranieri ha aperto la crisi — latente da mesi — con la difesa pubblica dell’operato della società, letta da molti come un attacco all’allenatore. Subito dopo, al club disse: «Se sono io il problema mi faccio da parte». Giovedì, quando quelle parole erano ormai un pensiero lontano, la proprietà gliele ha ricordate, chiedendo di fatto le sue dimissioni. Ora Ranieri è un forte candidato al ruolo di ct per la Nazionale.

La stoccata di Gasperini a Massara

E Gasperini? Dall’arena è uscito vincitore e incoronato dal club: «Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini». Una fiducia che lui ha massimizzato con un colpo bassissimo all’altro “nemico” interno: il direttore sportivo Massara: «Ricky è una brava persona, ma c’è poco feeling...». L’ennesimo graffio alla dirigenza, dopo i tanti dei mesi scorsi: tante stoccate per i mancati arrivi in pubblico, infinitamente di più in privato. Scontento sempre, Gasp. In estate la dirigenza gli propose Hojlund, poi Rowe. E a gennaio Boga: li ha bocciati tutti, compreso Robinio Vaz, acquistato comunque ma che per lui «dovrebbe fare due anni in serie B». Le faide infinite di Trigoria Massara nonostante l’attacco non si dimetterà: giovedì durante le fibrillazioni era all’estero per incontri di mercato, oggi è a Bologna con la squadra che alle 18 sfiderà Italiano. Ma quel messaggio è solo l’ultima prova del caratteraccio di Gasperini, che a volte offende i suoi interlocutori, salvo poi far finta di nulla il giorno dopo. Ora aspetta anche un nuovo medico, quel Del Vescovo con lui a Bergamo. Le faide a Trigoria non finiscono mai.