Bergamo - Il simbolo della vicinanza tra i calciatori della Nazionale, della famosa unità del gruppo, probabilmente è proprio lui, Mateo Retegui, il centravanti oriundo che gioca in Arabia Saudita e che ha fatto di tutto per essere qui: “Sto benissimo, è da quando è finita la partita con la Norvegia a novembre volevo tornare a giocare in Italia. Questa è per tutti noi la settimana più importante. Ne ho parlato col Mister e mi è sembrata la cosa più giusta e più logica venire in Italia e allenarmi a Coverciano, nella settimana in cui il mio campionato era fermo. Devo ringraziare i preparatori della Nazionale, Bruno e Dino (Dominici e Tenderini, ndr) , che sono rimasti con me per sette giorni”.
Retegui: “Pio Esposito è un pungolo, siamo una famiglia”
Tornare a Bergamo, per lui ex atalantino, completa l’opera: “Questa città è speciale, questo stadio è speciale. Voglio provare di nuovo le sensazioni della partita di settembre con l’Estonia”. Pio Esposito, che scalpita alle spalle sue e di Kean, non è un problema, assicura, è uno stimolo: “Avere giocatori di questa qualità, e qui ce ne sono tanti, è un pungolo. Non siamo in competizione, siamo una famiglia”. Il timore di perdere la Nazionale, andando a giocare nell’Al Khobar, non lo ha sfiorato mai: Gattuso non ha mai smesso di incoraggiarlo: “Lo devo ringraziare, mi ha trasmesso tranquillità e fiducia, continuerà sempre così”.
"Ho sempre sentito orgoglio per questa maglia”
Retegui, oriundo argentino, si è innamorato dell’Italia: “Di tutto. Da quando mi ha convocato Mancini, ho sentito l’orgoglio per questa maglia. E spero di provare questo sentimento per tanto tempo ancora. Sono molto tranquillo e lo è tutta la squadra: abbiamo parlato di leggerezza ed è la verità. In questi quattro mesi senza vederci ci siamo detti che abbiamo una squadra forte e con esperienza. Ci siamo detti che dobbiamo prendere la partita in mano. C’è un solo risultato: siamo pronti, è il momento di dimostrare a tutti chi siamo”. Chiusura, ad uso dei giornalisti nordirlandesi, con una battuta sul loro compatriota Brendan Rodgers, dal quale Retegui è allenato nell’Al Qadsiah: “Ho parlato tantissimo con lui, ma di altre cose. Abbiamo vinto 14 partite e 3 le abbiamo pareggiate, nessuna sconfitta. Mi ha detto di godermela”. Chiosa divertita di Gattuso: “A me Rodgers ha detto che farà il tifo per l’Irlanda del nord, è stato onesto”.
