TORINO – La Juventus non ha più sfide di mezza settimana in calendario, però adesso deve giocare partite che sono anche più importanti e il tempo lasciato vuoto dalle coppe mancanti, verrà riempito dalla pianificazione del futuro. Non un esercizio semplicissimo. Già nei prossimi giorni Comolli e Chiellini si occuperanno delle due questioni più aperte, più delicate, più decisive: la riscrittura dei contratti di Spalletti e Vlahovic, che andranno in scadenza tra poco più di tre mesi. L'orientamento del club è la conferma di allenatore e centravanti, considerati elementi chiave della prossima stagione.

Spalletti, il rapporto con i giocatori e la stima dei tifosi

All'ex ct, Comolli sta affidando responsabilità pesanti, che Lucio sta sopportando benissimo: di fatto è lui il frontman della Juventus, l'uomo di riferimento, il pensiero da seguire. Spalletti, da parte sua, si è calato con naturalezza nel mondo bianconero, ha un rapporto quasi amorevole con i giocatori, che gli vogliono bene e sono ampiamente ricambiati, e ha conquistato la fiducia dei tifosi anche in mancanza di risultati eclatanti, cosa rarissima nella storia juventina.

I rinforzi che chiede Spalletti

La società vorrebbe trasformare al più presto questa unità di intenti in un contratto nero su bianco, ma saranno i programmi a convincere l'allenatore, più ancora dei soldi e delle lusinghe. Spalletti è convinto che alla sua squadra non manchi molto per essere competitiva ai massimi livelli, ma serviranno comunque 2-3 nuovi titolari di peso (uno può essere proprio Vlahovic) e altrettanti elementi di rinforzo della rosa, in modo da avere una ventina di giocatori intercambiabili. La caccia ai parametri zero Servono di sicuro un attaccante forte (ripartirà la sempiterna caccia a Kolo Muani? Riusciranno a vendere David e Openda?), un centrocampista di livello internazionale, un difensore, un esterno e magari anche un portiere, anche se di Di Gregorio e Perin Spalletti si fida ed è più Comolli a pensare che serva un nuovo numero uno. Alcune esigenze possono essere risolte con i parametri zero: i bianconeri stanno lavorando su Senesi, difensore argentino del Bournemouth, su Celik, in scadenza con la Roma, e su Kessié, che potrebbe lasciare l'Arabia Saudita. Più difficile arrivare a svincolati del calibro di Goretzka e Bernardo Silva, che richiedono ingaggi attualmente fuori portata. Nico Gonzalez può tornare utile C'è poi l'eventualità che alcuni giocatori attualmente in prestito non vengano riscattati, in particolare Douglas Luiz, oggi all'Aston Villa, e Nico Gonzalez, all'Atletico: soprattutto il secondo potrebbe però tornare assai utile a Spalletti grazie alla sua versatilità, benché anche a Madrid sia stato tormentato dagli infortuni.

I rinnovi di Yildiz e McKennie

È chiaro che molto cambierà se la Juventus andrà in Champions oppure no. Le esigenze di bilancio impongono di incassare una trentina di milioni entro il 30 giugno, ma i proventi Uefa consentirebbero poi di non ricorrere ad altri sacrifici. Intanto, Comolli sta cercando prima di tutto di trattenere chi già c'è e il rinnovo dei contratti di Yildiz e di McKennie, che a giugno si sarebbe svincolato, vanno in questa direzione e hanno soddisfatto Spalletti.

La trattativa per tenere Vlahovic

Ora la partita più delicata si gioca su Vlahovic, cui la Juve ha proposto la metà dei soldi (sei milioni) che guadagna attualmente: sarebbe un investimento comunque importante, ma i dirigenti sanno che andare sul mercato per reclutare un centravanti dal valore analogo comporterebbe un esborso forse insostenibile, considerando quanto altro ci sarebbe ancora da comprare (e da spendere). E lo stesso Vlahovic, che è sul mercato praticamente da un anno e più, si è accorto di non avere la fila di estimatori che immaginava, specie ad altissimo livello. Alla fine, un nuovo contratto converrebbe così a tutti, anche a Spalletti, che nel frattempo aspetta di capire dove Comolli voglia andare a parare.

Spalletti aspetta le mosse della Juve

I precedenti non sono incoraggianti, perché l'estate scorsa i bianconeri sono riusciti nell'impresa di spendere soldi e indebolire la squadra, anche perché il dg aveva pianificato il mercato senza consultare Tudor (che si sarebbe accontentato anche soltanto di un centrocampista). Stavolta, però, le indicazioni di Spalletti verrebbero prese in carico: dargli voce in capitolo, d’altronde, sarebbe la prima condizione per provare a trattenerlo.