BERGAMO – Doveva essere lui, l’uomo del destino. Chissà se nella corsa sfrenata sotto la curva Pisani ha pensato a quando, da bambino, si era disperato per aver rotto la tazza con sopra il nome di Gattuso. Sandro Tonali l’aveva ricomposta, pezzo dopo pezzo. Un piccolo oggetto a volte per sognare le cose più grandi. Lui voleva diventare come Rino, il suo idolo. È per questo che indossa la maglia numero 8, è anche così che è diventato tifoso del Milan. Ieri un cerchio si è chiuso: è stato lui a segnare il gol che ha portato in vantaggio la Nazionale. “In avvio eravamo un po’ nervosi, c’era tensione. Dopo l’1-0 eravamo più liberi di testa”, ha detto Sandro a fine partita. Ha parlato subito dopo Gattuso, che ha finito ed è andato verso di lui: gli ha dato uno schiaffetto affettuoso dietro la testa, l’ha abbracciato, gli ha sussurrato qualcosa all’orecchio. Magari anche solo un grazie. Il gol Non è un caso che l’Italia abbia schiantato il muro irlandese con l’elemento più britannico tra quelli in rosa. Nel secondo tempo Tonali ha cambiato marcia, giocando proprio come fa in Premier: si è avventato feroce su ogni pallone, ha guardato la porta avversaria appena ha potuto. E ha segnato il quarto gol in Nazionale, il più pesante. A Bergamo ha voluto esserci a tutti i costi: domenica ha chiesto di essere esentato dalla partita del suo Newcastle contro il Sunderland, reduce da un acciacco subito a Barcellona (un edema alla gamba). È rimasto in tribuna, la sera è volato a Coverciano. La rincorsa di Tonali Gli ultimi anni non sono stati facili. Il caso scommesse, le giornate senza stimoli. Ha lavorato con uno psicologo, lo vedeva quattro volte a settimana. Non poteva prendere farmaci per l’antidoping, si è ritrovato nella prima stagione in Inghilterra ad allenarsi da solo. Ha scelto di eliminare telefono, social e tv. Si è isolato per rinascere. Ci è riuscito anche grazie alla moglie Giulia, conosciuta ai tempi del Brescia e sposata il primo luglio a Cernobbio. L’8 gennaio è diventato padre di Leonardo, a chi gli è vicino racconta quanto questa novità l’abbia fatto maturare. Ha sempre più estimatori, e senza Champions nella prossima stagione è destinato a cambiare aria. Lui tornerebbe volentieri in Italia (piace alla Juventus), ma forse per la serie A è un profilo troppo alto: è seguito anche dal Real Madrid. Avrà tempo per pensarci, adesso è concentrato sul sogno Mondiale. "Dobbiamo continuare a vincere” “Siamo stati bravi, non era scontato – le parole del ct Gattuso – Ci siamo complicati la vita, potevamo fare meglio, nella ripresa abbiamo avuto più ritmo. La tensione la sentiamo noi ma anche gli altri. Ora andiamo a giocarci la finale”. Martedì in Bosnia Tonali sarà al suo posto a centrocampo, lo stesso che occupava Rino: “Dobbiamo essere positivi, lo siamo sempre stati da quando è arrivato il mister. Non abbiamo scelta, dobbiamo continuare a vincere”, ha detto. Emozionato ma concentrato. La missione Mondiali non è ancora finita.
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Tonali, il lampo che cancella la paura: “Non abbiamo scelta, in Bosnia dobbiamo vincere”
Andrea Sereni·

Il centrocampista del Newcastle ha spezzato l’equilibrio
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