Più che un torneo, un incrocio di valori sportivi e umani. Allo stadio Nespoli di Olbia il Flamengo, per la seconda volta consecutiva, ha vinto il Torneo Manlio Selis – MG Motor, manifestazione giunta alla 29esima edizione, uno dei tornei maschili Under 14 di calcio più importanti del mondo. Davanti a quasi 2000 spettatori, i brasiliani hanno battuto 2-0 il Como in finale, dopo aver eliminato Chisola agli ottavi (7-0), Atalanta nei quarti (3-0) e Juventus in semifinale (3-0, in campo anche il figlio di Claudio Marchisio, con il papà presente in tribuna a tutti gli incontri). Kryvbas, 1300 km per arrivare in Sardegna La copertina della manifestazione, però, l’ha conquistata fin dal primo giorno il Kryvbas, club ucraino, di Dnipro, che per arrivare in Sardegna ha dovuto affrontare un viaggio di 48 ore: 1300 km in pullman fino alla Polonia attraversando un Paese in guerra, 7 ore fermo alla dogana di Rava-Ruska, più le tratte Cracovia-Venezia e Venezia-Olbia in aereo. È stato eliminato dall’Inter ai quarti di finale e, in occasione di ogni partita, i ragazzi ucraini sono entrati in campo con la bandiera nazionale. All’esordio, contro i corsi del Costa Verde, sono stati accolti in campo dagli avversari con il “pasillo de honor”. Per la loro partecipazione alla manifestazione in Gallura, sono stati fondamentali gli sforzi congiunti dell’organizzatore Enea Selis e dell’ex Pallone d’Oro Andriy Shevchenko, oggi presidente della federcalcio ucraina.Tutti i calciatori provengono da città martoriate dall’invasione russa: Dnipro, Dopropillia, Bilozerske, Popasna, Kherson, Chernihiv, Ternivka, Pavlohrad e Synelnykove. “Per interi giorni non ci alleniamo perché siamo costretti a stare nei rifugi durante gli attacchi missilistici – hanno raccontato ai loro coetanei – però essere riusciti a giocare questo torneo ci ha fatto tornare, anche solo per un momento, alla vita reale, quella cioè che vorremmo vivere sempre, e che non ci ricordiamo più. Quando avevamo due anni, la Crimea è stata occupata e sono iniziate le ostilità nel Donbass. Quando ne avevamo otto o nove, è iniziata l’invasione su larga scala nel nostro Paese. E’ bello sentire il rumore del mare, noi siamo abituati a quello dei missili e delle sirene”. Selis Hope Cup, il triangolare per i pazienti oncologici “Da sempre, poniamo grande attenzione sull’aspetto umano ancora prima che sportivo – sono le parole di Enea Selis, da ventinove anni organizzatore del torneo dedicato alla memoria di suo padre, importante dirigente del calcio in Sardegna e amico personale di Giampiero Boniperti – e sono orgoglioso di essere riuscito ad organizzare, all’interno della nostra manifestazione, anche la Selis Hope Cup”. Cioè un triangolare riservato ai pazienti oncologici di Torino, Genova, Pisa e Firenze con in cabina di regia Silvano Benedetti, ex difensore di Torino e Roma, da sempre attento ai temi sociali. Una sola nota stonata ha fatto andare su tutte le furie gli organizzatori, proprio per i valori che portano avanti fin dalla prima edizione: nella notte fra domenica e lunedì le forze dell’ordine sono dovute intervenire nell’hotel che ospitava Levski Sofia e Roma, a causa delle intemperanze dei giocatori delle due squadre.
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Torneo Manlio Selis, successo del Flamengo
La Repubblica·

Il tradizionale trofeo giovanile ha visto i brasiliani confermarsi campioni: battuto il Como in finale
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