Roma – Non è mai stato amore, sembrava un’infatuazione, invece era un abbaglio. E Ranieri sapeva bene che non sarebbe stato per sempre, cosa lo è?, ma così poco non lo immaginava proprio. L’idillio con Gasperini se mai c’è stato è già finito, siamo già allo strappo, al lancio degli stracci, molto oltre la pausa di riflessione.
Il pentimento di Ranieri
Ranieri si è pentito. La scelta di lasciare il suo posto in panchina a Gasp, che fosse davvero la prima scelta come disse quest’estate, o la sesta, come ha rivendicato lavando i panni sporchi in diretta tv prima della partita col Pisa, è stata un errore. Lo pensa. Lo dice. Fino allo sfogo pubblico con tanto di ripicche e dispetti («Avevo scelto altri nomi. Tre-quattro allenatori prima di lui hanno rifiutato, la società ha preferito lui»). Per un allenatore incline alla diplomazia che cura sostanza ma anche forma, è stato inusuale, sbalorditivo, ma altamente simbolico. Ranieri è stanco. Delle critiche continue che l’allenatore fa al ds Massara, all’ambiente, ai medici, ai fisioterapisti, ai giocatori. Conosceva il carattere spigoloso del tecnico, lo conosceva come esigente, a volte scontroso, non immaginava che fosse a volte anche irascibile, lamentoso, incontentabile. Pensava che fosse però gestibile. Invece è più difficile di quanto immaginasse. L’irrequietezza di Gasperini Non sono pochi dentro il centro sportivo di Trigoria a essere diventati insofferenti alle reazioni e ai modi del tecnico. Che ha discusso animatamente con il direttore sportivo più volte: è anche capitato che Massara tornasse da solo da una trasferta, non con il pullman della squadra. Sono state sentite parolacce. L’abbassamento improvviso di voce dopo la vittoria con il Lecce? Solo autocensura. Perché anche Gasperini si sente solo, poco supportato, è irrequieto, non si sente accontentato, il mercato lo ha deluso. Sa che all’interno del club anche chi lo sosteneva è al limite: sa di essere troppo spesso impaziente e smanioso. L’insoddisfazione per i mancati arrivi di giocatori che aveva chiesto, Rios e Sancho su tutti, è diventata un caso di Stato, si è amplificata nella sessione invernale e dire «ho avuto una soffiata» parlando dell’unico giocatore che davvero apprezza oggi, Malen, è un messaggio: faccio da solo, voi non mi capite.
Ranieri pronto a lasciare
E Ranieri generalmente paziente e accomodante non ce la fa più. Per arrivare a lamentarsi pubblicamente il livello di insofferenza ha superato il grado di sopportazione. Incontrerà Gasperini nei prossimi giorni. Ha già fatto capire che è pronto a farsi da parte. La famiglia Friedkin lo vuole più operativo e vicino al club ed è disposta a riparlare anche del contratto. Ma Ranieri, che un anno fa disse no alla Nazionale, ha tanti cattivi pensieri. E si trova davanti a un bivio: o dà tutto e raddoppia, o cede alla stanchezza e rinuncia.
