Roma – Antonio Conte di nuovo sulla panchina della Nazionale? L’idea stuzzica anche la politica. “È una grande persona e un grande allenatore”, commenta il ministro per lo Sport Andrea Abodia margine della presentazione di “Sport Missione Comune 2026”. L’endorsement arriva dalla sala stampa della Camera dei deputati, anche se Abodi non vuole sbilanciarsi troppo: “È una scelta che spetta al tecnico, al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e alla Federcalcio”. Il giudizio, in ogni caso, è positivo: “Sta facendo un lavoro straordinario”, conferma Abodi, che – appena sente nominare Conte – lascia trasparire un sorriso.
L’attacco a Gravina
Ma il futuro della panchina azzurra non è certo l’unico tema che fa discutere i vertici dello sport italiano. Dal canto suo, il ministro fa capire di non volersi intromettere nella questione allenatore. Discorso diverso per il futuro della Federcalcio. Sui possibili successori di Gabriele Gravina alla guida della Figc, Abodi non fa nomi, ma precisa: "Mi interessa che il prossimo presidente federale faccia quello che non è stato fatto da chi aveva il 98 per cento delle preferenze. Parlo di riforme”. Insomma, un’altra frecciatina al dimissionario Gravina. Adesso il nome forte per la presidenza della Federazione è quello di Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina. Ma tra l’ex numero uno del Coni e il titolare dello Sport c’è più di qualche attrito: “Le scelte sul futuro della Figc dipenderanno dalle componenti della Figc”, liquida la questione il ministro. I due, tra l'altro, s’incroceranno al Quirinale per la cerimonia di restituzione della bandiera da parte degli atleti italiani di ritorno dai Giochi di Milano-Cortina 2026.
L’ipotesi commissariamento
Restando sul tema Federcalcio, Abodi non abbandona ancora l’ipotesi del commissariamento. “È una facoltà del presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Valuterà lui”. La vera urgenza – per il ministro – restano le riforme. Quella sull’impiego obbligatorio di un calciatore under 19 – proposta dal tecnico della Juventus Luciano Spalletti – incassa il gradimento di Abodi: “Ben vengano le idee che favoriscono il coinvolgimento di giovani italiani in campo. L’importante è che siano compatibili con la normativa europea”. E ancora la questione degli stadi. Il rimprovero del presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin è stato accolto dal ministro con un sorriso. Ceferin, instancabile difensore di Gravina, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport aveva scaricato le colpe del fallimento azzurro sui politici e sulle infrastrutture italiane. “Se non cambiate gli stadi, gli Europei del 2032 non saranno in Italia”, il monito del numero uno dell’Uefa. “Mi fa piacere che Ceferin abbia ricordato che dobbiamo fare passi avanti. Noi li stiamo facendo”, risponde Abodi. Un esempio? Il nuovo stadio della Roma. “L’inizio dei lavori sarà nel 2027”, garantisce il ministro. Un altro sprint, del resto, è arrivato nei giorni scorsi, con il via libera alla nomina di Massimo Sessa come commissario straordinario per gli stadi degli Europei 2032.
