LONDRA - Addio quadruplete, che del resto non era mai riuscito a nessuno nella storia del calcio inglese. Addio anche alla Coppa di Lega, che l’Arsenal non vince da 33 anni e che ha steccato anche stasera. Perché nella finale della “Carabao Cup”, come si chiama ora per ragioni di sponsor, il Manchester City del maestro Pep Guardiola ha superato, ancora una volta, la squadra dell’allievo Mikel Arteta per 2-0 a Wembley. Una vittoria meritata per i citizens, soprattutto per l’approccio nel secondo tempo, e nonostante una stagione sinora sotto le aspettative, a causa dei tanti infortuni. O’Reilly, la doppietta che non ti aspetti Invece, questa è la quinta vittoria di coppa di Lega per Pep Guardiola, record assoluto nella storia del calcio inglese, perché stacca colossi come Brian Clough, Alex Ferguson e Arsene Wenger che rimarranno fermi a quattro titoli. Un altro successo per il leggendario allenatore catalano, che oggi deve ringraziare soprattutto il suo terzino 21enne inglese - e sua scoperta - Nico O’Reilly. Che con una clamorosa doppietta ha deciso il 2-0 finale a favore del Manchester City, che in campionato arranca a nove punti dai Gunners (seppur con una partita in meno) e pure se i citizens vincessero lo scontro diretto il prossimo 19 aprile a Manchester, ciò potrebbe risultare inutile.

Trafford degno sostituto di Donnarumma

Ma restiamo sulla partita di oggi, che poteva avere un corso totalmente diverso se nei minuti iniziali l’Arsenal avesse segnato alla sua prima grande occasione: il tedesco Havertz viene liberato da un gran tocco di Zubimendi ma calcia addosso al portiere di riserva del City, il 23enne inglese Jack Trafford, che ha sempre sostituito Gigio Donnarumma in questa competizione e che si supera anche sulle due ribattute di Saka. Il City e la forza dei singoli Il Manchester City non è la corazzata sinfonica di una volta. La squadra di Guardiola oggi è più spigolosa, e avanti il suo gioco si affida agli strappi di Doku e Semenyo e alla costante classe di Bernardo Silva in mezzo al campo, con Haaland spesso isolato e lasciato solo a combattere (e sbattere) contro due scilla e Cariddi come Gabriel e Saliba. Dietro, ci sono centrali Khusanov e Aké, ben poco rispetto a titolari come Dias, Stones, Guehi e Gvardiol, con terzini Neves e proprio O’Reilly. Il bomber norvegese ha due chance a metà primo tempo, ma non le sfrutta. Per il resto, è un primo tempo molto ingessato, con due squadre che evidentemente si temono. Gli errori fatali di Kepa Nella ripresa, però, il City entra con un altro passo. L’Arsenal è subito intimorito. Se Trafford è perfetto (salva anche nel finale) l’altro portiere di riserva dei Gunners, il redivivo Kepa, commette errori madornali. A inizio secondo tempo, lo spagnolo viene graziato per un intervento fuori area su Doku che gli vale solo in giallo (poteva essere rosso). Ma la condanna arriva al 60esimo minuto, con Kepa che sbaglia l’intervento sul cross di Cherki e O’Reilly insacca bruciando Zubimendi. Il raddoppio arriva pochi minuti dopo, sempre con il giovane terzino inglese, che insacca di testa su cross di Neves. I fantasmi dell’Arsenal La partita è già finita. L’Arsenal colpisce solo un palo con il subentrato Calafiori, per il resto la squadra di Arteta sembra vittima dei fantasmi che l’hanno tormentata negli ultimi anni: al momento decisivo, i Gunners scompaiono. Tocca ad Arteta e i suoi smentire tutti, nelle tre competizioni che restano. Sabato si ricomincia con i quarti di finale di Fa Cup a Southampton.