Con un solo gol il Napoli ottiene il massimo. Chiude subito i conti con il Cagliari, merita la quarta vittoria consecutiva con una partita involuta e di ordinaria malinconia, ma soprattutto mette in allarme l’Inter fino a domani sera. In fase di evidente regresso la capolista comincerà a temere che gli attuali sei punti di vantaggio siano una fragile cortina per proteggere il suo finora indiscusso vantaggio. Ed era proprio quello che Conte cercava, interpretando le aspettative di una città sempre in amore, ma all’improvviso avida di nuove, fortissime emozioni. Vincere uno scudetto e farselo scucire per una sciagurata serie di infortuni: solo i tifosi non si erano rassegnati, sognare è il loro mestiere, bentornata primavera. La formazione è un manifesto del suo allenatore, la sua idea di calcio. Meglio i giocatori maturi che i giovani, più facile gestire che costruire, risultati subito piuttosto che attenderli. Una decisione lo dimostra. Deve mettersi in fila Alisson Santos, con i suoi due gol in 5 partite e con tutta la ventata di freschezza su una squadra stanca e in costante emergenza. Un dono inatteso di Giovanni Manna dopo tante avversità. Piace sulle prime la scelta di elevare la qualità inserendo i due giganti, avevano illuminato il Napoli tirandolo fuori dal buio del primo tempo con il Lecce. Per rimarcare la superiorità della tecnica il Napoli prova addirittura con due play. Gilmour e Lobotka insieme. Ne deriva una irrisolta densità che finisce per svilire sulla destra De Bruyne, opaco dopo la luminosa prova della scorsa settimana scorsa. Rischio che non corre McTominay, gli basta solo qualche minuto per essere protagonista, conclude in gol lo schema ben collaudato da corner. Per giustificare il Napoli, si pensa che abbia accusato la sindrome dell’eccessiva sicurezza. Gli concede questa illusione il Cagliari coltivandone una a sua volta. Come condannarsi alla terza sconfitta consecutiva. Gli basta rimanere in partita aspettando che il Napoli lentamente rinunci a cercare il raddoppio. Nulla gli darà in cambio di tanta fiduciosa il vibrante finale. Avversario più comodo non poteva trovare il Napoli. Così tranquillo, si concede un atteggiamento contemplativo piuttosto che incisivo. Non convince neanche Antonio Conte che ha promosso il nuovo esperimento del doppio play. Lobotka ammonito presto è anche molto impreciso, non fa meglio Gilmour che si fa sfilare troppe palle e deve attendere la necessaria sostituzione del partner per guidare finalmente da solo nella ripresa. C’è chi coglie invece l’opportunità: Gutierrez sulla sinistra si rende prezioso bloccando in prima battuta Palestra, temibile per il suo buon momento, forse emozionato per il suo ingresso in nazionale, di certo finisce per consegnarsi proprio al versatile esterno spagnolo. Buongiorno conferma i suoi progressi, si candida ad affrontare impegni più severi. Schierando Folorunsho centravanti il Cagliari ha issato una bandiera bianca di resa. Si è opposto con solenne dignità solo Caprile, portiere che entra in nazionale. Svenduto dal Napoli. Altra prova di un mercato condotto con troppa fretta. Ma questa è un’altra storia. Ora ne ricomincia una che va rivissuta fino in fondo.
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Basta poco per mettere l’Inter in allarme. Fallisce subito l’esperimento dei due play
Antonio Corbo·

L’esclusione di Alisson toglie freschezza al gioco. Migliora Gilmour quando esce Lobotka. Le scelte iniziali tradiscono lo stile Conte: preferisce guidare giocatori tecnici e maturi ai giovani da costruire