Il Bayern ha un fatturato che sfiora il miliardo e paga tra gli stipendi più alti al mondo (a parte gli arabi, soltanto City e Real hanno un monte ingaggi superiore), ma è anche il club che da trent'anni chiude il bilancio in utile, distribuisce dividendi ai soci e non smette di proporre al mondo giovani talenti, che innervano regolarmente una squadra basata su grandi e costosi campioni (Kane è costato 100 milioni, per dire).
Ecco Prescott, un portiere di 16 anni
A Bergamo, ad esempio, l'allenatore Kompany porterà con sé in panchina un portiere di sedici anni, Leonard Prescott, titolare della formazione under 19 e della Germania under 17. Gli infortuni di Neuer e del quarto portiere Klanac (non un veterano, ha 19 anni) hanno liberato un posto per il ragazzino nato a New York, cresciuto a Berlino e arrivato al Bayern dall'Union tre anni fa. Prescott si allena spesso con la prima squadra già da un anno, perché a Monaco lo considerano un predestinato e non soltanto perché è alto quasi due metri: nel futuro che il quasi quarantenne Neuer lascerà libero, ci sarà spazio per lui.
Il reclutamento dei giovani
Il Bayern, d'altronde, sui giovani ci costruisce non tanto una ricchezza, ma la forza della squadra. Ha sviluppato da anni un sistema capillare di reclutamento in un raggio di cento chilometri da Monaco, ma ormai va a pescare ragazzi giovani un po' ovunque, come stanno facendo quasi tutti i club tedeschi: è recente la rottura dei rapporti diplomatici dell'Atalanta nei confronti del Borussia per lo "scippo" del 17enne Samuele Inacio, ma sono diversi i ragazzi italiani che stanno crescendo in Germania, come Mané e Reggiani a Dortmund, Natali a Leverkusen (ora in prestito all'Az) o Della Rovere proprio al Bayern, che per contro in passato si è preso il lusso di lasciare andare talenti fatti in casa come Yildiz o, più recentemente Licina, finito pure lui alla Juve. Stanisic, Musiala, Pavlovic e super Karl: 4 talenti fatti in casa Il bavarese Müller ha lasciato il club appena l'estate scorsa, ma nella prima squadra del Bayern ci sono ancora quattro titolari fatti in casa e tutti decisamente forti, Stanisic, Musiala, Pavlovic e il formidabile Karl, che ha appena compiuto 18 anni e al primo campionato con i grandi ha già segnato 7 gol, di cui 3 in Champions, senza neanche essere un attaccante puro: è un creatore di gioco sulla trequarti come Musiala, un altro che si impose quand'era ancora minorenne. Quest'anno Kompany ha dato un poco di spazio, da qualche minuto a una manciata di presenze, ai 17enni Kiala (stopper), Mike (ala sinistra) e Cardozo (ala destra), ai 18enni Chavez (centrocampista) e Asare (centravanti) e al 19enne Daiber (mediano), mentre il ventenne Bischoff, arrivato l'estate scorsa dall'Hoffenheim, è ormai un semititolare. E non bisogna scordare che Pavlovic di anni ne ha appena 21. Economia forte e sostenibile È con questo sistema che il Bayern riesce a essere al tempo stesso sostenibile ed economicamente possente: Kane guadagna 13 milioni l'anno, Neuer, Musiala e Kimmich sono sopra i 10 e perciò sono al riparo dalle tentazioni della concorrenza, inclusa quella della Premier. Ma è sui Karl che a Monaco costruiscono il loro patrimonio, per poi poterla usare per attirare le stelle che servono, aspettando l'apparizione di un portiere di sedici anni: il Bayern avrà presto il suo Donnarumma.
