TORINO – Domani la Juventus può vincere a San Siro e affiancare il Milan, anzi superarlo perché sarebbe in vantaggio negli scontri diretti, ma la sua annata resterebbe quello che è: negativa. Lo dice Bremer, senza mezzi termini: "Avremmo dovuto fare meglio, non è stata una stagione positiva perché ci è rimasto soltanto l'obiettivo minimo, anche se sarà quasi fatta se vinceremo a San Siro. Potevamo fare di più, specialmente in Coppa Italia e in Champions". L’ambizione di Bremer: “La Juve deve puntare allo scudetto, non al quarto posto” La schiettezza di Bremer non si limita a queste considerazioni, ma si spinge oltre: "La Juve sta galleggiando da sei anni. Non si può cominciare una stagione avendo come obiettivo il quarto posto, bisogna puntare allo scudetto. È presto per dire se l'anno prossimo lo potremo fare: le conferme di Spalletti, Yildiz e McKennie sono importanti, ma se saremo da titolo dipenderà dal mercato".
Bremer: “Spalletti è l’uomo giusto”
Bremer aveva scelto la Juventus nel 2022 pensando di alzare un trofeo dopo l'altro, ma è fermo alla Coppa Italia vinta nel 2024. "La Juve sono sei anni che galleggia e questo non può succedere", ribadisce per la seconda volta. "Qui mi trovo bene, anche la mia famiglia sta benissimo a Torino, ma se vuoi essere considerato un campione devi vincere e a me non è ancora successo. Ho 29 anni, ho ancora tempo".
Ed è convinto che possa essere Spalletti l'uomo giusto per tornare al successo. "Con lui la squadra è cambiata tanto e si vede. Lui insiste tanto sulla qualità, specie da quando abbiamo la settimana intera per lavorare e lui ha il tempo di mettere a frutto il suo metodo di lavoro. Tutti dobbiamo migliorare, non soltanto io, e lui ci spinge molto a farlo, ci dice che dobbiamo capire gli spazi, prevenire le cose". Bremer: “Allegri re della difesa, Spalletti vuole il comando del gioco” Inevitabile il raffronto tra il suo tecnico attuale e quello che lo volle alla Juventus, Allegri, vale a dire l'avversario di domani: "Con Allegri è stato bello perché siamo tornati a vincere, anche se soltanto la Coppa Italia. Con lui sono migliorato molto perché lavorava tanto sulla difesa, la sua storia dice questo. Spalletti invece vuole sempre il comando della partita. Difficile dire chi sia il migliore, io ho avuto anche Ancelotti". I problemi di Bremer dopo l’infortunio: “Non sono ancora quello di prima” La carriera juventina di Bremer è stata spezzata in due dal grave infortunio al ginocchio, dopo il quale non è ancora tornato ai livelli di prima. E lui lo sa: "Quando rientri dopo esserti rotto il crociato non è mai facile, per quello ho parlato tanto con Del Piero e Chiellini, che ci sono passati prima di me. Mi hanno detto di avere pazienza, che quando torni è normale avere problemini fisici e anche mentali. Devi allenarti, mangiare e dormire bene, questa è la base. Tutti ti dicono che non sei quello di prima, ma forza, ci vuole tempo. Io a casa ho un fisioterapista personale che mi aiuta, mi appoggio anche a uno psicologo. Mi manca ancora qualcosina, ma nelle ultime partite si vede che sto molto meglio. Il recupero da un infortunio del genere è un percorso lungo che non finisce in un attimo, ci vuole ancora un po' di tempo ma sono sulla strada giusta. Tornerò quello di prima sicuramente". La Juve ne ha bisogno. "Ma non ho la bacchetta magica, anch'io ho bisogno dei miei compagni, specie dopo un infortunio così".
