Appuntamento nella sede dell’Aic a Roma, a due passi da piazza Verdi. È il giorno degli incontri che potrebbero decidere la corsa per la presidenza della Federcalcio. L’asse calciatori-allenatori riceve i due possibili candidati a guidare il calcio italiano. Giovanni Malagò in mattinata, Giancarlo Abete nel pomeriggio. In palio, il 30 per cento dei consensi: tanto pesano le due componenti tecniche. Quasi inevitabile averle dalla propria parte se si spera di vincere. La decisione su chi appoggiare arriverà entro la fine di aprile. Incontro tra Malagò, calciatori e allenatori: “C’è condivisione” Il primo a raggiungere l’edificio umbertino che ospita gli uffici dell’Assocalciatori, alle 11, è stato Malagò. Con lui, presenti per l’Aic il presidente Calcagno, il dg Grazioli e i vicepresidenti Biondini, Gaggioli e Gama. Per l’Aiac il presidente Ulivieri, i vicepresidenti Camolese, Vossi e Perondi e il segretario generale Perdomi. Un paio d’ore di chiacchierata, sul tavolo i temi cari all’Assocalciatori: lo studio di norme premiali che favoriscano l’impiego di calciatori convocabili in Nazionale, contributi per il calcio femminile, la difesa della riforma dei settori giovanili voluta da Gravina, ma anche di figure da coinvolgere nel progetto: il nome più caldo in queste ore è quello di Gianfranco Zola, gradito anche dalla Lega Pro e artefice di una riforma in serie C che sta favorendo l’utilizzo di giovani italiani. L’incontro “è andato bene”, spiegano Aic e Aiac: “C'è stata condivisione sui principali temi in discussione. Faremo i nostri passaggi interni e poi decideremo, dopo aver incontrato nel pomeriggio Abete”.
Nel pomeriggio vertice con Abete
L’appuntamento con Abete era invece fissato per il pomeriggio, alle 15.30. Quasi inevitabile che, dopo l’incontro della mattinata, il presidente della Lega Dilettanti debba rincorrere. Nonostante il suo rapporto con le componenti tecniche abbia radici profonde. “È stato un incontro positivo e diretto”, ha detto Abete, che ha ribadito di voler andare avanti per la sua strada e ha spiegato di non essere orientato a spostare i voti dei Dilettanti su un altro candidato. “L'occasione è stata importante, c'era una rappresentanza organica delle componenti con la possibilità di scambiare idee e riflessioni". E ha aggounto: "Ci sentiremo nei prossimi giorni, avendo ascoltato sia Malagò sia me faranno le loro valutazioni. Io vado avanti tranquillamente. Sono soddisfatto che si cominci a parlare dei problemi del calcio. È importante che all'interno delle componenti ci sia una riflessione che non sia solo collegata al nome”. L’Aic: “Serve un calciatore in un ruolo di responsabilità” Alla fine degli incontri, Umberto Calcagno ha sintetizzato la posizione dell’Aic che presiede indicando le priorità: “Abbiamo condiviso gli aspetti più importanti di ciò che si deve fare sia riguardo al club Italia, sia per quanto riguarda il coinvolgimento di un ex calciatore con un ruolo importante, che credo sia una necessità condivisa, e su tutta la situazione che riguarda i nostri vivai. È presto per un nome, bisogna capire che ruolo assegnare e poi individuare le persone adatte. C'è l'esigenza di avere un punto di riferimento, qualcosa che da Vialli a Buffon ha avuto un'implementazione e credo che serva un passo ulteriore perché un ruolo di responsabilità forte aiuterebbe il futuro presidente federale". E ancora: “Bisogna cercare di avere una regia federale unica che riesca a metterci tutti insieme e capire come affrontare i problemi. A noi la lista della spesa non piace come modalità di interlocuzione, i problemi sono conosciuti. Per me l'aspetto a cui teniamo è che la parte tecnico sportiva è legata alla parte economica. Oggi serve rivitalizzare il mercato interno, dando alla Serie B e alla Lega Pro una nuova centralità; abbiamo visto ragazzi che si trovano quasi per caso in campo e poi riescono a fare una grande figura. Se riuscissimo a fare meglio questo mestiere anche il mercato interno ne trarrebbe giovamento”.
