Il sogno è ritrovarsi insieme a giugno in America, per una rimpatriata anche calabrese. «Mando un grandissimo in bocca al lupo a Rino Gattuso, la Nazionale deve tornare al Mondiale, dopo due edizioni in cui siamo stati esclusi». Va invece a caccia di un’impresa Francesco Calzona da Vibo Valentia, 57 anni, ex allenatore del Napoli e dall’estate del 2022 ct della Slovacchia, che stasera ospita il Kosovo nella semifinale dei play-off. Dica, Calzona: com’è la vigilia di uno spareggio per il Mondiale? «Abbiamo 9 titolari in condizioni precarie e non potremo sfruttare al meglio le nostre carte. In 40 anni di calcio non ho mai vissuto una simile emergenza e fa rabbia prima di una sfida storica. Ma non deve essere un alibi. Resta l’onore di giocarsi i Mondiali, a cui la Slovacchia ha partecipato solo una volta e mai bissando la partecipazione agli Europei, come può succedere nella mia gestione. C’erano i presupposti per l’impresa. Vediamo se in campo ci saranno ancora». È la sua partita della vita? «Sì, andare al Mondiale è il sogno di tutti. L’atmosfera sarà bellissima e in America ci saranno i migliori. Sarebbe una di quelle avventure che si portano dentro per sempre. Quattro mesi di attesa e ora due finali in quattro giorni. Come si gestisce una situazione simile? «Con l’ansia per gli infortuni e gli handicap per un calendario sbagliato, per tutti. Sarebbe meglio dedicare un periodo della stagioni alle Nazionali. Anche i club vivono male questo calendario, con i loro campioni costretti agli straordinari. In più c’è lo scandalo dei pochi posti per l’Europa, per un regolamento incomprensibile. Siamo arrivati secondi nel nostro girone con 12 punti in 6 partite, alle spalle della Germania. Ma non è bastato». Formula sbagliata? «Non è equa. Ci sono agli spareggi delle squadre che di gare ne hanno perse 10, in altri continenti. Tante nazionali forti sono con il cerino in mano e in America è già certo che non ci saranno tutte le big». Quante volte ha giocato nella sua mente la semifinale col Kosovo? «In continuazione. Ho pregato che tutti stessero bene e forse non l’ho fatto abbastanza. I giocatori sono arrivati stanchi e con 45 partite nelle gambe. Ho fatto allenamenti di recupero, a zero intensità, è difficile incidere in pochi giorni». Non c’è più margine di errore. «Sono partite secche, l’unico vantaggio è giocare in casa, con lo stadio sold out e la gente vicina». È dura la vita da ct? «È una bellissima esperienza, tutti mi vogliono bene, ma manca stare sul campo ogni giorno. La Slovacchia mi ha proposto questa sfida e l’ho accettata volentieri, con ottimi risultati. Tratteremo pure il rinnovo Tornare in un club? In futuro mi piacerebbe». Gattuso ha creato una chat ed è andato a cena con i giocatori. E lei? «Con il gruppo storico messaggi quotidiani, i giovani li ho seguiti invece più da vicino. Ma rispetto a Rino io ho rapporti già consolidati». Niente stage... «Non c’è spazio nei calendari. Il periodo delle Nazionali diventa un problema, l’ho vissuto dalla sponda opposta. Tocca chiamare anche i giocatori non al 100 per 100 e ai club non piace. Per fortuna ci consolano i tifosi. A Bratislava c’è attesa, riavvicinare la gente è stato un grande traguardo». Avrà il tempo di tifare Italia? «Sicuramente, Non ci possiamo permettere la terza eliminazione. Per il calcio italiano è un bivio. Anche i club soffrono nelle Coppe e qualcosa bisogna fare. Austria, Turchia, Norvegia, Svezia ci hanno raggiunti. Torniamo a essere umili. dal basso siamo bravi a risalire».
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Calzona: “La mia Slovacchia vicina a un’impresa storica. Tifo Italia, non può fallire”
Marco Azzi·

Ex allenatore del Napoli, dal 2022 è ct della nazionale slava ai play-off per il Mondiale: “È il sogno di tutti”. Calabrese come Gattuso: “Un grandissimo in bocca al lupo. Rino ce la deve fare”