APPIANO GENTILE – Vincere con due gol di scarto per portare i play-off di Champions League quantomeno ai supplementari: questo l’obiettivo dell’Inter, che si prepara a ricevere a San Siro il Bodø Glimt dopo il 3-1 subito all’andata in Norvegia. Alla vigilia della sfida, il tecnico nerazzurro presenta così la partita: «Il Bodø ha vinto contro l’Atletico a Madrid, dove noi non siamo riusciti, e merita rispetto. All’andata abbiamo lasciato qualcosa: dovevamo adattarci meglio alle condizioni e all’avversario, ma lo abbiamo fatto solo a tratti. Sono contento che a San Siro ritroveremo l’erba», con chiaro riferimento al pessimo campo sintetico trovato in Norvegia, sul quale si è infortunato Lautaro Martínez, che resterà fuori per almeno quattro settimane.
La settimana difficile e la reazione
Tornando alle sensazioni della gara d’andata, Chivu ha aggiunto: «Abbiamo avuto una settimana tremenda, dopo la partita con la Juventus e tutte le polemiche che sono seguite. Siamo contenti di avere vinto sabato a Lecce: questo ci permette di arrivare con lo spirito giusto alla gara di ritorno». Sulla prospettiva di dover segnare almeno due gol più dell’avversario per allungare il match, o tre per accedere direttamente agli ottavi, ha spiegato: «Abbiamo il dovere di provarci fino in fondo, non l’obbligo. Dobbiamo avere fiducia, se c'è una squadra che può ribaltarla è la nostra, consapevoli del fatto che non sarà semplice. Non dobbiamo perdere autostima: si può arrivare anche ai supplementari e ai rigori. Non dobbiamo avere l’ossessione di segnare subito. I momenti vanno gestiti al meglio». Rispetto per il progetto Bodø Poi la discussione con un cronista norvegese, che gli ha chiesto se sarebbe una vergogna uscire contro la squadra di una città di 50mila abitanti. Chivu se la prende: «vergogna uscire con il Bodo? E ride pure? Io ho rispetto, lei no». E poi spiega: «No, non c’è nulla di vergognoso. C’è il lavoro di una squadra e di una società. Noi abbiamo grande rispetto per il Bodø: lo ha dimostrato contro City, Borussia e Atletico. Hanno fatto vedere di avere un progetto sano». Infine, il tecnico è tornato con la mente a quando, da giocatore, doveva preparare rimonte difficili in tornei importanti: «In quei momenti io l’allenatore non lo ascoltavo. Mi affidavo ai miei pensieri e alla mia fiducia, speravo di essere all’altezza dei miei compagni. Era questo il mio primo pensiero. Se avessi ascoltato di più i consigli forse avrei fatto più carriera, ma ho sempre pensato a non deludere chi era in campo con me».
Dimarco: “Attenzione alle ripartenze”
Al fianco di Chivu ha parlato Federico Dimarco, forse il giocatore più in forma dell’intera rosa: «Dovremo fare una partita molto offensiva, ma stare attenti alle loro ripartenze, che in questa Champions League ci sono costate tanto. Il Bodø Glimt è una squadra forte: non si arriva qui per caso». Sul fatto che Chivu abbia giocato nel suo stesso ruolo, Dimarco ha aggiunto: «Sia Chivu sia Kolarov giocavano a sinistra e sono stato fortunato ad averli entrambi. Mi hanno dato consigli importanti». Guardando al quadro generale del calcio italiano, ha concluso: «Per noi squadre italiane è importante andare avanti in Europa, e per la Nazionale è fondamentale arrivare al Mondiale». Infine, un pensiero per Pio Esposito: «Con Pio è impossibile arrabbiarsi. È forte e fa tutto per bene».
