Dopo la Champions League, il futuro del direttore sportivo. La dirigenza giallorossa è concentrata sulla scelta del nuovo ds, figura considerata fondamentale per accompagnare Gian Piero Gasperini in un mercato che dovrà seguire linee precise, coerenti con le idee tecniche dell’allenatore. Il club vuole consegnare a Gasperini un dirigente capace di interpretarne le richieste, muoversi con decisione e individuare profili funzionali al suo calcio. Nomi come Nusa e Greenwood restano in cima alla lista dei desideri, simboli di un progetto che punta su qualità, intensità e margini di crescita. Per questo la scelta del nuovo responsabile dell’area sportiva non sarà solo formale, ma strategica.
Tramontata l’ipotesi Manna: il Napoli lo ha trattenuto
La Roma, in queste settimane, ha sfogliato la margherita. Diversi profili sono stati valutati, ma gli ultimi petali rimasti portano soprattutto a due nomi: Sean Sogliano – ds del retrocesso Verona, ultimo avversario dei giallorossi in campionato – e, soprfattutto, Tony D’Amico. Il grande sogno sarebbe stato Giovanni Manna, oggi al Napoli, dirigente giovane e molto stimato anche a Trigoria. La strada, però, si è presto complicata. Aurelio De Laurentiis, anche alla luce della fine del rapporto con Antonio Conte, ha bloccato il suo direttore sportivo, ritenendolo centrale per la ricostruzione del club azzurro.
D’Amico e l’antico feeling con Gasperini
Così, in pole per raccogliere l’eredità di Frederic Massara, in uscita per i rapporti assai complicati con Gasperini, è salito Tony D’Amico. I contatti con il dirigente dell’Atalanta vanno avanti da settimane e il suo profilo piace per conoscenza del mercato, metodo di lavoro e capacità di muoversi all’interno di un modello tecnico già collaudato. A spingere la candidatura c’è anche il feeling con l’attuale allenatore giallorosso, nato e consolidato negli anni di Bergamo. Insieme hanno condiviso un percorso vincente, culminato con la conquista dell’Europa League. Per la Roma sarebbe una scelta di continuità tecnica con Gasp, ma anche un segnale chiaro sul mercato: costruire una squadra secondo un’identità precisa, senza improvvisazioni.
