Marco Azzi Sbagliare è umano, perseverare diabolico. Antonio Conte non ha avuto bisogno di troppe parole per ricordarlo al suo Napoli, alla ripresa della preparazione dopo la figuraccia contro la Lazio. C’è stato un brusco calo di tensione per la fine del sogno scudetto e al di là della forte delusione del momento il condottiero azzurro l’ha accettato, dimostrandosi comprensivo e concedendo lo stesso la domenica libera ai suoi giocatori. Nessuna punizione, che sarebbe stata eccessiva e pure un po’ ingrata, dopo gli sforzi enormi sostenuti dal gruppo per non alzare bandiera bianca davanti all’emergenza, nei momenti più bui e difficili della stagione. A Castel Volturno però il tecnico leccese ha trasmesso lo stesso un messaggio forte e chiaro alla squadra, ritornata ieri mattina in campo per la ripresa degli allenamenti. Venerdì sera (ore 20.45) al Maradona arriva la Cremonese e la reazione dovrà essere immediata, famelica e vigorosa. In primis per non mettere a rischio tutto il lavoro svolto tra mille difficoltà durante i mesi scorsi. Ma anche e soprattutto per regalare una gioia riparatoria ai tifosi di Fuorigrotta, dopo la bruciante figuraccia di sabato scorso. Mancano 5 giornate alla fine del campionato e il Napoli deve fare l’ultimo sforzo per tagliare il traguardo della qualificazione per la Champions League, tenendo la guardia alta anche se gli 8 punti di vantaggio sul quinto posto non fanno temere brutte sorprese. Ma Conte ne ha viste troppe nel calcio e ci tiene pure al secondo gradino del podio, nonostante abbia detto ironicamente che è il piazzamento dei primi dei perdenti. Ecco perché il tecnico leccese non farà sconti a nessuno e manderà in campo contro la Cremonese soltanto i giocatori che gli daranno assolute garanzie: dal punto di vista fisico e delle motivazioni. Non si possono quindi escludere un po’ di novità nella formazione titolare, col rientrante Rrahmani, Gutierrez, Elmas, Gilmour e Alisson Santos in corsa per un posto dal 1’. Bisogna blindare la Champions e farlo in fretta, anche per dare il via alle grandi manovre per il futuro del Napoli, che partiranno dall’incontro tra Conte e Aurelio De Laurentiis. Il presidente era ieri a Milano per l’assemblea di Lega e ha glissato sulla questione panchina. «Ho già detto quello che dovevo in America». Tradotto - per chi a meno memoria - via libera nonostante il contratto in scadenza nel 2027 al tecnico leccese, se avrà voglia di accettare la sfida della Nazionale. Ipotesi al momento infondata. Più loquace il numero uno azzurro sulle grandi manovre in corso alla Figc. «Ho chiamato Malagò e gli ho detto che deve prendere in mano la situazione del calcio italiano. Gli ho detto: “Sei un imprenditore, sei stato al Coni, hai creato il circolo più importante d’Europa, nessuno meglio di te che sei anche un grande sportivo può assumersi questo incarico”. La verità è che siamo stanchi di persone che interpretano ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio, questo non va bene. Nella vita la cosa più importante è lavorare e per farlo bene bisogna sapere. Nessuno meglio di Malagò può aggiustare una cosa che non funziona. Abete? È un bravissimo signore, tuttavia non adatto. È dal 2004 che dico che è tutto vecchio, ma nessuno ascolta perché sono attaccati col culo alla poltrona».
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Conte azzera le gerarchie azzurre tutti sotto esame dopo la sconfitta
Marco Azzi·

Faccia a faccia con il gruppo per il ko con la Lazio: novità per la sfida di venerdì con la Cremonese De Laurentiis congela la questione della panchina: “Ho già detto quello che penso a Los Angeles”