Un addio che non cancella la loro amicizia. Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte decidono di annunciare insieme l’addio. E’ l’allenatore a dare la notizia ricostruendo cosa sia realmente accaduto: «Ho chiamato il presidente un mese fa e gli ho chiesto un incontro. Non mi ha illustrato niente. Gli ho solo detto che il mio percorso stava per terminare. Non c’è ridimensionamento o cambio di programma. Non mi interessava niente, la decisione è stata mia». Conte spiega i motivi dell’addio: «Sul Napoli ho capito una cosa, non sono riuscito a compattare l’ambiente. E senza questo aspetto, diventa difficile combattere contro le altre squadre. Ho visto e ascoltato troppo veleno e zizzania contro di me e contro i calciatori. Napoli non ha bisogno di questi falliti che spargono veleni. Ho alzato le mani. Ringrazio De Laurentiis, l’amicizia resta». Il patron azzurro ha poi parlato del futuro: «Aspettiamo domani e se Conte mi confermerà l’intenzione appena espressa, ci guarderemo intorno e capiremo cosa fare. Abbiamo trenta giocatori importanti e con pochi innesti saremo ancora competitivi. Il Napoli ovviamente non potrà mai essere come Psg, Bayern Monaco, Real, Barcellona e le cinque inglesi. Dobbiamo rispettare determinati budget». Nei prossimi giorni, dunque, il club azzurro annuncerà il nuovo allenatore, Conte - invece - affronta l’argomento nazionale: «Non c’è niente di preciso, non si conosce neanche il presidente federale. Ho semplicemente detto che mi sarei inserito in un novero dei candidati. Sento anche di Guardiola, sono il primo a volerlo, ma la Federazione ha i fondi per un allenatore top?. Perché ci sono onori e oneri. Cosa è accaduto nel post Bologna al Dall’Ara? Ho avvertito e denunciato che non volevo campionati anonimi. Non avrei accompagnato il morto. Ero pronto pure a farmi da parte, qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia con il vecchio gruppo e si erano create dinamiche difficili. La stagione è stata complessa, ma ne siamo usciti vivi e questo è un motivo di grande soddisfazione. Potevo godermela di più, ma c’è stata subito una grande pressione nei miei confronti. Ovviamente Antonio Conte sposta». IL FUTURO. De Laurentiis ha parlato pure dell’interessamento degli americani: «C’è già stato nel 2017 quando mi sono stati offerti 900 milioni di euro, poi gli arabi volevano darmi 3,5 miliardi di euro, comprando pure la Filmauro. E’ già successo. Bisogna avere il cuore nel calcio, come accade pure nel cinema. Sono pronto tra due anni a costruire uno stadio da 70mila posti nella zona di Napoli Est, dove c’era la Q8. Spero che il sindaco non si metta di traverso. E’ anche juventino e non gliene frega niente. E’ mai possibile che dopo due scudetti io debba avere lo stadio soltanto il giorno prima della partita? Lo stadio Maradona è inadeguato, ho fatto diversi progetti. L’impianto è inadeguato. Ho detto al presidente Fico che se dà 200 milioni al Comune, io non investo più un euro nel Napoli».
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Conte conferma l’addio: “L'ambiente non è compatto, alzo le mani”
Pasquale Tina·

Conferenza stampa congiunta tra l’ormai ex tecnico del Napoli e il presidente De Laurentiis