Dal centrocampo alla difesa. I problemi del Napoli in questa tribolata stagione non finiscono mai e alla vigilia dell’anticipo di domani (ore 18.30) a Cagliari emerge uno sgradevole dato di fatto: l’emergenza continua e non ne vuole proprio sapere di allentare la sua morsa sugli azzurri, visto che per lo sprint decisivo del campionato sta solamente cambiando settore, piuttosto che attenuarsi. Al sollievo per il ritorno a disposizione dopo un’attesa di quasi cinque mesi di tutti i “Fab Four” - con Anguissa, De Bruyne, McTominay e molto probabilmente pure Lobotka in partenza per la trasferta in Sardegna - fanno infatti da amaro contraltare le crescenti difficoltà del reparto arretrato, che è diventato con il passare delle partite l’anello debole della squadra di Antonio Conte. Parlano chiaro i 30 gol subiti dai campioni d’Italia in serie A dopo 29 giornate e i 15 al passivo nelle 8 sfide del maxi girone della Champions League. L’ultimo clean sheet risale addirittura allo scorso 17 gennaio (contro il Sassuolo al Maradona) e da allora sono passate ben 11 gare, in cui si sono alternati con pochissima fortuna tra i pali Milinkovic Savic e Meret. Stanno pesando in maniera dolorosa le lunghe assenze per infortunio di due pilastri come Rahmani e Di Lorenzo, a cui si è aggiunta da una decina di giorni quella del brasiliano Juan Jesus. Le giustificazioni insomma non mancano e ancora una volta l’epicentro dei guai è l’affollata infermeria di Castel Volturno, dove sta continuando il suo faticoso percorso di recupero anche Neres. La sostanza però non cambia e si impone lo stesso un’inversione di tendenza, coi i restanti nove esami da affrontare A Cagliari toccherà di nuovo a Beukema, Buongiorno e Olivera: il terzetto difensivo che è stato appena messo in grande difficoltà per metà gara dal Lecce. Questi sono i difensori a disposizione ed è con loro che il Napoli dovrà affrontare l’ennesima tappa cruciale nella volata Champions. Gli azzurri sono rimasti aggrappati alle zone altissime della classifica pur avendo subito in campionato 9 gol in più del Milan, 7 in più di Inter e Roma, 3 in più dell’Atalanta e 2 in più di Juventus e Lazio: settimo reparto arretrato della serie A. Sono numeri che rendono molto bene l’idea dell’emergenza con cui sta combattendo Conte, che non è riuscito a blindare la sua porta nemmeno con il cambio di modulo: passando dal 4-1-4-1 al 3-4-2-1. Le ultime 3 vittorie di fila (con Verona, Torino e Lecce) sono arrivate tutte con lo stesso punteggio: 2-1. Per questo la trasferta in Sardegna parte come al solito a handicap: è tornato il freddo e bisogna coprirsi le spalle.