ROMA – Finita la partita, prima delle conferenze stampa, faranno entrambi la stessa cosa: spariranno per fumare. Ma dopo una finale, che non ammette pareggio, il sapore delle sigarette di Cristian e Maurizio sarà inevitabilmente molto diverso. Per ribaltare il pronostico, perché «meritiamo la coppa per il percorso fatto», Sarri ha messo i propri giocatori di fronte alle immagini del 3-0 di sabato scorso, «una partita subita, una prestazione del c… Se ci penso, mi verrebbe da cambiare nove giocatori», ha detto alla vigilia. Un film dell’orrore, per terrorizzare Zaccagni e compagni ed evitare che il disastro si ripeta. Per chiedere ai suoi un’altra vittoria, dopo lo scudetto, Chivu al contrario chiede loro di dimenticarlo, quel risultato fin troppo tondo, «perché sarà un’altra storia. Giocare con lo stesso avversario dopo 4 giorni nasconde sempre insidie. E perché serve sempre umiltà».
Chivu vuole imitare Mourinho
La vittoria in Coppa Italia per Chivu sarebbe l’occasione di centrare il doblete. L’ultimo a vincere più di un titolo nella stessa stagione nerazzurra fu Mourinho, quando Cristian volava sulla fascia. Con la soddisfazione ulteriore di riuscirci alla prima stagione intera fra i professionisti. Al contrario, Sarri, a 67 anni, si trova a lottare contro il tabù delle finali, tutte perse in carriera, con la sola eccezione dell’Europa League col Chelsea. E proprio l’accesso all’Europa League è il vero premio in palio questa sera per la Lazio. Una questione vitale, per la stagione e per i conti, dopo una stagione senza coppe.
Lazio, la coppa vale 50 milioni
Se per i nerazzurri la Coppa Italia sarebbe la ciliegina sulla torta, per la Lazio sarebbe la torta stessa. La qualificazione al secondo torneo continentale, più la partecipazione alla Supercoppa Italiana in partita secca, sempre contro l’Inter, porterebbe in cassa una cinquantina di milioni, considerando anche il valore del trofeo in palio oggi, 7,1 milioni, e 2,5 milioni di incasso (su 5,5 totali) per il sold out annunciato. Per questo, Lotito ha promesso 4 milioni lordi di premio extra. Ma non è di sola ragioneria che vive lo sport. A ricordarlo è stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ricevendo le due squadre ha volato alto: «Non c’è in palio solo il trofeo, ma anche un risorgimento del nostro calcio». Sta ai giocatori in campo dimostrare che è vero.
Le scelte di Sarri e Chivu
Oltre ai suoi tifosi, la Lazio rispetto a sabato avrà in più Zaccagni, Tavares e Taylor. In porta, il totem Motta, dopo i quattro rigori parati a Bergamo. L’Inter punterà su Lautaro e Thuram, che lunedì si è fermato in allenamento per un fastidio muscolare, ma che questa sera ci sarà. Con sei gol e quattro assist nelle ultime sei partite, fa quasi più paura del suo capitano.
Sarri nel mirino di Napoli e Atalanta
Sarri, che da squalificato guarderà la partita dallo sky box, ha il contratto fino al 2028, ma non sa se resterà. Lo corteggiano Napoli e Atalanta. Ma i laziali, che contestano il presidente, lo vedono come un condottiero e si esaltano per la metafora ripetuta dell’«attraversare il deserto senz’acqua», in una stagione con i rubinetti del mercato chiusi. Per Chivu, al contrario, il contratto è una coperta troppo corta. La scadenza del 30 giugno 2027 sarà presto spinta più avanti. Ma il tecnico rumeno non ci pensa. Alla prima stagione intera fra i professionisti, può fare un altro passo nella storia del club. «Non dobbiamo avere l’ossessione del doblete. Dobbiamo avere entusiasmo e divertirci». Esattamente quello che la Lazio, invece, non può permettersi.
