L’Iran parteciperà ai prossimi Mondiali in programma quest’estate in Usa, Messico e Canada, a patto che vengano rispettate le dieci condizioni poste da Teheran, tra cui l’ingresso nei paesi ospitanti dei rappresentanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Nel pieno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, la federazione calcistica iraniana ha espresso la sua posizione ufficiale circa la partecipazione della selezione ai prossimi Mondiali in programma dall’11 giugno al 19 luglio.

Il congresso Fifa e gli iraniani respinti

Il gesto della federcalcio iraniana arriva un mese dopo l’incidente diplomatico che ha caratterizzato l’ultimo congresso Fifa, quando il Canada, organizzatore dell’incontro, aveva negato il visto e l’ingresso al presidente della federazione Mehdi Taj a causa dei presunti legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), il braccio ideologico dell'esercito iraniano, che nel 2024 è stato designato come "gruppo terroristico". La stessa condizione che vivrebbero negli Stati Uniti: “Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni – si legge sul sito web della federazione iraniana -. Parteciperemo al torneo della Coppa del Mondo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni”. Il primo passo di una lunga trattativa Mentre c’è chi si inserisce in queste zone grigie parlando di ripescaggi, ad esempio per l’Italia, la realtà è che in questo momento la diplomazia è al lavoro. Difficile immaginare che l’Iran non partecipi ai prossimi Mondiali, altrettanto che vengano accettate tutte le condizioni poste. Una di queste è la garanzia di sicurezza per la delegazione iraniana e visti per tutti i partecipanti, compresi ex membri delle Guardie Rivoluzionarie: il nome più famoso è quello dell’ex Inter e Porto, Taremi. Tra gli altri paletti anche l’utilizzo della bandiera della Repubblica Islamica, la massima sicurezza per tutta la delegazione sia negli spostamenti che negli stadi.

Si parla solo di calcio

Un’altra condizione fondamentale è la necessità, secondo gli iraniani, di controllare anche le domande poste dai giornalisti, che potranno fare domande soltanto a sfondo sportivo. Il vertice decisivo è in programma il 20 maggio a Zurigo, tra i delegati iraniani e il presidente Fifa Gianni Infantino. Che sta vivendo questa situazione per la guerra iniziata da Trump, a cui un anno fa ha consegnato il premio Fifa per la pace. Una prima risposta arriverà il 12 maggio, per poi discuterne in Svizzera otto giorni dopo: se dovesse saltare la partecipazione al Mondiale, sarebbe più facile che venga ripescata una nazionale asiatica piuttosto che l’Italia.