La sua ossessione per la vittoria è di dominio pubblico, anche all’esterno del mondo del calcio. Antonio Conte non smette mai di parlarne e l’ha fatto senza reticenze anche la settimana scorsa a Poggioreale, durante il suo sentito confronto con i carcerati. Ma il tecnico leccese vive di emozioni forti pure nei momenti negativi e soprattutto nel bunker di Castel Volturno, quartier generle del Napoli, sono stati costretti a conoscere negli ultimi venti mesi la sua idiosincrasia per le sconfitte: riesplosa in modo prepotente dopo la figuraccia di sabato scorso contro la Lazio.

Il condottiero azzurro non sta infatti nemmeno provando a nascondere il suo malumore e continua a tenere sotto pressione i suoi giocatori: prima, durante e dopo le sedute di allenamento. Tutti a rapporto in sala video, negli spogliatoi, in palestra e sul campo, dove ogni attimo viene sfruttato per vivisezionare gli errori commessi e gettare delle solide basi per non ripeterli. Dietro l’angolo del resto c’è già l’anticipo di dopodomani sera (ore 20.45) al Maradona contro la Cremonese e il segnale di reazione della squadra dovrà essere di conseguenza immediato, oltre che forte e convincente. A 5 giornate dalla fine del campionato la qualificazione per la Champions va blindata subito e ulteriori passi falsi sarebbero pericolosi.

Per questo Conte sta martellando il Napoli, messo di nuovo sotto torchio nella giornata di ieri a Castel Volturno, dove Di Lorenzo si avvicina al rientro e si è rivisto finalmente Neres. Tutti gli azzurri rischiano il posto dopo la sconfitta contro la Lazio e non fa eccezione Kevin De Bruyne, che era già stato sostituito sabato scorso alla fine del primo tempo e adesso sembra destinato a scivolare in panchina in occasione della sfida di dopodomani contro la Cremonese (trasferta vietata ai residenti nella provincia lombarda). Il campione belga non sta infatti lasciando il segno e ha fatto di nuovo un evidente passo indietro, spazzando dolorosamente via le illusioni e le aspettative che avevano accompagnato il suo rientro dopo l’infortunio. KDB - sia pure senza lasciare il segno - era piaciuto negli spezzoni di gara giocati con Torino, Lecce, Cagliari e Milan, al ritorno in campo a distanza di quasi cinque mesi dal suo gravissimo incidente di natura muscolare, datato 25 ottobre. Già a Parma l’ex capitano del Manchester City aveva invece fatto un passo indietro e sabato scorso al Maradona ha confermato la sua involuzione, spingendo il tecnico leccese a lasciarlo negli spogliatoi ad appena metà gara.

De Bruyne non riesce a fare la differenza e anche i numeri confermano le difficoltà che sta incontrando nella sua prima stagione con il Napoli, anche al di là del grave infortunio che lo ha messo a lungo ko. Nelle sue 14 presenze infatti il campione belga non ha ancora trovato il gol su azione (3 centri su rigore e uno su calcio di punizione) e soprattutto non è riuscito a sfornare nemmeno un assist: la specialità della casa. Per questo per Conte rischia di diventare un lusso insostenibile la sua conferma tra i titolari. KDB a mezzo servizio serve poco e il suo rango di fuoriclasse potrebbe non bastargli per evitare la panchina, contro la Cremonese. Il centrocampista ha soli altri due giorni per evitare la bocciatura e un’esclusione che sarebbe pesante, pure per il futuro. I 6.5 milioni del suo ingaggio, di questo passo, rischiano di diventare una zavorra insostenibile.