Da un intrigo all’altro, con le ombre che si addensano sulla panchina dorata di Antonio Conte e anche sulla scrivania più spartana di Giovanni Manna. I punti interrogativi sul futuro del Napoli stanno diventando due e aumentano dunque le similitudini con la primavera del 2023, quando in rapida successione dissero addio prima Cristiano Giuntoli e poi Luciano Spalletti. Tre anni fa l’atmosfera in casa azzurra era abbastanza differente, certo, perché erano i giorni della storica conquista del terzo scudetto e la doppia rivoluzione passò giocoforza quasi in secondo piano, festosamente relegata sotto traccia dall’euforia generale. Ma la sostanza può diventare potenzialmente la stessa, a Castel Volturno, visto che Aurelio De Laurentiis potrebbe trovarsi di nuovo alla fine della stagione senza allenatore e direttore sportivo, con l’unico vantaggio rispetto al passato di avere perlomeno un po’ di tempo in più per sostituirli. Conte (come all’epoca Spalletti) ha ancora un anno di contratto. Manna (come all’epoca Giuntoli) è invece legato al Napoli per altri due. Ma le similitudini si fermano per il momento qui, perché non è ancora detto che ci sarà davvero un’altra rivoluzione. La situazione più lineare è quella del direttore sportivo, che non fa mistero di essere diventato la prima scelta della Roma ed è tentato dall’avventura nella capitale, visto che gli è stato offerto dalla sponda giallorossa un ingaggio molto più ricco. Il pallino è dunque adesso nelle mani di De Laurentiis, che può costringere il suo giovane dirigente ha rimanere a Castel Volturno con l’attuale stipendio, rilanciare per trattenerlo in azzurro senza mal di pancia oppure liberarlo con una risoluzione consensuale. I due si sono incontrati più volte negli ultimi giorni e la soluzione del primo rebus sembra vicina, con la chance di addio che non debbono essere a questo punto sottovalutate. Il biennio di Manna nel Napoli è stato caratterizzato da luci e ombre, con il black-out nel mercato di gennaio del 2025 (che poteva costare lo scudetto) e l’operazione top dell’acquisto di Scott McTominay. Toccherà a De Laurentiis tirare le somme e decidere se vale la pena - pareggiando almeno l’offerta della Roma - trattenerlo a tutti i costi, oppure se invece sarà meglio cercare un altro direttore sportivo. Molto diversa è invece la situazione di Conte, visto che l’allenatore è quasi completamente padrone del suo destino, blindato com’è da un contratto superiore ai 7 milioni fino al 30 giugno del 2027. Zero le possibilità che il club azzurro possa licenziarlo, ammesso che un pensiero così ardito possa davvero sfiorare il presidente e il suo braccio destro, l’amministratore delegato Andrea Chiavelli. Sarà il tecnico leccese a decidere se restare o andar via, dopo essersi confrontato con il suo datore di lavoro sui programmi per il futuro, verosimilmente già a metà della prossima settimana. C’è prima però da conquistare matematicamente il pass per la Champions e Conte è concentrato solo sul posticipo di lunedì sera (ore 20.45) al Maradona contro il Bologna. Al Napoli manca ancora una vittoria per tagliare il traguardo e gli azzurri vogliono blindare pure il secondo posto, davanti ai loro tifosi. Poi arriverà il momento di pensare anche al futuro, di Manna e della panchina. Le rivoluzione di tre anni fa fu un disastro. Ma sbagliando s’impara.
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De Laurentiis: futuro in due rebus. Conte in bilico, la Roma su Manna
Marco Azzi·

Lunedì al Maradona match ball Champions col Bologna, ma nel Napoli tiene banco il futuro il tecnico è sotto contratto fino al 2027 e riflette sul progetto, offerta dalla capitale per il “ds”