Bergamo - Italia-Germania è finita di nuovo 4-3. Nel conteggio dei gol tra andata e ritorno dei play-off, grazie a un 4-1 gonfio di orgoglio, di fantasia e di coraggio, acciuffato con un rigore all’ultimo respiro, l’Atalanta ha ribaltato lo 0-2 di Dortmund, garantendosi a marzo gli ottavi della Champions, dove incontrerà ancora da sfavorita il Bayern o l’Arsenal, giganti d’Europa: non avere nulla da perdere, proprio come in questa partita affrontata senza troppi pesi sulle spalle, può non essere un danno. Di sicuro aggrapparsi alla squadra di provincia, miracoloso estratto di tenacia e impudenza al cospetto delle più nobili, sta diventando per il calcio italiano un’abitudine e un prezioso jolly per il coefficiente Uefa. Il primo tempo perfetto dell’Atalanta La rimonta non pareva plausibile, alla luce della sconfitta di 8 giorni prima e delle assenze per infortunio di De Ketelaere e Raspadori. Plausibilissima si è invece dimostrata presto la vittoria tattica di Palladino contro Nico Kovac. “La partita perfetta”: così l’ha definita l’ad Luca Percassi. All’intervallo, al culmine di un primo tempo ideale, miscela tra attacco impetuoso (fondamentale Zalewski) e concentrazione difensiva (essenziali Hien e Scalvini, utilissimo Bernasconi nello spegnere la macchina da assist, il norvegese Ryerson), i conti erano già in pari, e non per caso. Scamacca aveva spinto subito in porta l’1-0, su cross rasoterra di Bernasconi, corretto da un’improvvida scivolata di Bensebaini. Il quale, dopo una serie di pericoli scampati dal portiere Kobel sugli assalti di Zalewski (ma anche dopo una notevole parata di Carnesecchi su Brandt e un colpo di testa sprecato da Guirassy), aveva confezionato la sciagura bis con la deviazione che ha spiazzato Kobel sul destro di Zappacosta, irresistibile discesista. I segni del destino a inizio ripresa Il classico segno del destino si è manifestato a inizio ripresa con un salvataggio di Carnesecchi su girata di Guirassy e soprattutto col diagonale di Beier, che ha preso la mira e ha centrato il palo. Così nessuno si è stupito, quando il veterano di coppa Pasalic, con la testata del 3-0 su cross di De Roon, ha messo le basi per l’impresa. Nico Kovac si è infine destato dal torpore, inserendo via via i vitali Fabio Silva e Chukwuemeka e poi, al posto del non trascendentale Bellingham junior, il funambolo Adeyemi, la cui zazzera si è aggiunta a quelle di Chukwuemeka e Fabio Silva: oltre alla quantità dei capelli, nel Dortmund è aumentata la percentuale di talento, che lo stesso Adeyemi, con una sterzata in area e un sinistro nel sette, ha concretizzato nel gol dell’ipotetico prolungamento ai tempi supplementari. La ‘premiata’ coppia Kobel-Bensebaini Ma l’accoppiata Kobel-Bensebaini aveva in serbo il regalo nei minuti di recupero: il portiere ha passato il pallone a Pasalic e ne ha sporcato il pallonetto, causando il contrasto in area tra Krstovic e il difensore algerino, la cui scarpata in testa all’avversario è stata smascherata dal sangue e dal Var.
Espulsione, rigore segnato da Samardzic e trionfo dell’Atalanta. Sangue e arena. La stessa dove l’Italia di Gattuso (ieri gli italiani di Palladino in partenza erano 5) dovrà battere il 26 marzo l’Irlanda del Nord per guadagnarsi lo spareggio mondiale. Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi 7 – Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 6), Hien 7, Kolasinac 6 (27’ st Ahanor 6) – Zappacosta 7.5, De Roon 6.5, Pasalic 7, Bernasconi 7 – Samardzic 7, Zalewski 7 (40’ st K.Sulemana sv) – Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). All. Palladino 7.5 Borussia Dortmund (3-4-2-1): Kobel 6.5 – Can 5, Anton 5.5, Bensebaini 4 – Ryerson 5 (25’ st Yan Couto 5.5), J.Bellingham 5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 5.5, Svensson 5 – Beier 6 (15’ st Fabio Silva 6.5), Brandt 5.5 (15’ st Chukwuemeka 6.5) Guirassy 5. All. N.Kovac 5 Arbitro: Sanchez 6 Reti: 5’ pt Scamacca, 45’ pt Zappacosta, 13’ st Pasalic, 30’ st Adeyemi 53’ st Samardzic (rigore) Note: Espulsi Schlotterbeck. Bensebaini, Ammoniti Bensebaini, Can, Fabio Silva, Hien. Spettatori 22-403
