La Uefa non ci sta. L’organo di governo del calcio europeo ha fatto sapere a club, leghe e alla stessa Figc che non accetterà un commissariamento della federazione, se non dovessero esserci gli elementi necessari per un colpo di mano. Il consiglio federale, ancora presieduto dal dimissionario Gabriele Gravina, ha colto la palla al balzo: al termine di una riunione a distanza, ha affermato che un commissariamento per legge della federazione, proposto dal senatore meloniano Paolo Marchesini, «violerebbe il principio di autonomia sancito e tutelato da Cio, Fifa e Uefa». Il ruolo del Coni Dev’essere il Coni e non il governo, nel caso, a nominare un commissario. E lo statuto prevede che questo possa avvenire nel caso di «accertate gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi». Ma il designatore arbitrale non fa parte degli organi direttivi federali. Anche nel caso in cui Gianluca Rocchi dovesse essere ritenuto colpevole di gravi violazioni, dalla giustizia penale e sportiva, il suo ruolo non sarebbe compatibile con il commissariamento. A chiarirlo è lo stesso presidente Luciano Buonfiglio: «Commissariare la Figc? Non si può», ha tagliato corto. Una posizione netta, in risposta al pressing dell’esecutivo, attivissimo nel volere intervenire nelle istituzioni calcistiche, dopo la terza esclusione di fila da un Mondiale.

I rischi per il sistema

La presa di posizione di Buonfiglio è stata bene accolta a Nyon, sede Uefa, che ha fatto giungere il proprio monito all’Italia: in caso di commissariamento della Figc — nel quadro attuale — le squadre italiane sarebbero escluse dalle coppe europee, la Nazionale non potrebbe partecipare a Euro 2028 e il Paese perderebbe il diritto di ospitare l’edizione 2032 con la Turchia.

Il caso Zappi

Un altro fronte su cui il governo fa pressioni è quello del procedimento a carico di Antonio Zappi, presidente dell’Aia sospeso per 13 mesi dalla Corte federale d’appello della Figc, con l’accusa di avere indotto alle dimissioni Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, designatori arbitrali della serie C e della serie D. Se cadessero le accuse, i sostenitori del commissariamento potrebbero cavalcare la decisione per sostenere che la giustizia sportiva avrebbe applicato due pesi e due misure negli interessi della Figc: da un lato avrebbe punito ingiustamente Zappi, in quanto oppositore della Federcalcio, dall’altro avrebbe archiviato la posizione di Rocchi, ritenuto invece vicino alla federazione, per le presunte ingerenze nella gestione del Var nella partita Udinese-Parma del marzo 2025, al centro dell’inchiesta penale di Milano. Un malfunzionamento utile a tentare il colpo di mano, a meno di due mesi dalla data fissata per l’elezione del nuovo presidente della Federcalcio.