ROMA – Gasperini contro gli arbitri. “La spiegazione dell’Aia sul rosso a Wesley? Quando ti senti preso in giro devi fare la faccia da scemo. Diciamo così per non mettere in difficoltà nessuno”. Il sorriso amaro del tecnico della Roma nasconde tutto il suo risentimento per “gli episodi arbitrali che nelle ultime partite ci hanno condizionato”. E il diretto interessato conferma: “Per me non era assolutamente fallo. Si tratta di un episodio grave, decisivo”, racconta Wesley, seduto di fianco al tecnico durante la conferenza stampa in vista di Roma-Bologna (domani ore 21), ritorno degli ottavi di Europa League.

Contro il Bologna sfida spartiacque

Un duello “spartiacque”, dice Gasperini che – dopo l’1-1 dell’andata – vuole assicurarsi un posto ai quarti. E dimenticare le sconfitte del campionato, ritrovare la via della vittoria (l’ultima contro la Cremonese, quasi un mese fa). Con qualche “difficoltà di organico”, ribadisce l’allenatore. L’unico, vero centravanti è Malen. Per il resto, ci saranno Pellegrini, Zaragoza, El Shaarawy. «Fuori abbiamo Dybala e Soulé», ricorda. Ferguson e Dovbyk non li cita neanche. Così la Roma sfida il Bologna, “una squadra che – in termini di valori – ci somiglia”.

Il turnover del Bologna non preoccupa

Gasperini non è preoccupato del turnover fatto dai rivali nell’ultima gara di campionato: “Noi siamo temprati, abbiamo giocato anche mezz'ora in dieci a Como e abbiamo faticato. Non è detto che quando riposi poi stai meglio. Questa può essere una cosa a nostro favore", spiega il tecnico. Che vuole compattare la difesa, troppo spesso in difficoltà nelle ultime partite. “Non stiamo vivendo il nostro momento migliore. Ora paghiamo infortuni, squalifiche, episodi a sfavore”. Ma “non cerco alibi”, precisa.

Wesley: “Non mi sento Cafu”

C’è spazio anche per qualche risata. Senza frecciatine, stavolta, perché gli arbitri non c’entrano. Merito di Wesley: chiedono al terzino brasiliano dove si trovi meglio, se a destra o a sinistra. “Rispondi centrale”, scherza Gasperini. “O magari centravanti”, ride. L’ex Flamengo lo asseconda: “Gioco dove vuole il mister”. Poi una riflessione: “Non mi sento Cafu o un giocatore che trasforma la squadra. Voglio sempre aiutare”, racconta. Infine mostra tutto il suo affetto per il tecnico: “Grazie a lui sono qui, sono molto felice perché mi chiede sempre di attaccare”.