“Chi vince festeggia, chi perde racconta. E io, di raccontare, non ho voglia”. Tutta la carica di Gasperini dopo “una settimana lunghissima”. Davanti ha la partita che aprirebbe le porte della Champions League. Per entrarci senza badare alle inseguitrici Como e Juventus, la sua Roma (quarta) deve superare l’ultimo ostacolo del campionato: il Verona, già retrocesso, che domenica alle 20.45 ospita Malen e compagni. “Entrare in Champions sarebbe un traguardo superiore a quello che ci era stato richiesto. È quello che vuole la gente”, ripete Gasperini. E non solo. Perché i milioni della qualificazione spostano tanto: “Sarebbe importante per la società, perché avremmo più possibilità sul mercato”. Poi “la Roma eserciterebbe un fascino diverso sui calciatori che vogliono venire dall’estero”. Senza dimenticare il prestigio del risultato: “C’è grande soddisfazione nel far parte dell’élite del calcio europeo. È una gratificazione personale”.
Gasperini: “Aspettiamo domani per i complimenti”
Tutta la consapevolezza del suo lavoro (“poteva essere una stagione ancora più difficile”), ma senza vantarsi troppo: “Domani sera vi dico se ho voglia di autocomplimentarmi”, sorride. Ha la mente proiettata sul risultato, Gasperini, che però si concede qualche riflessione sul futuro: “Ho chiesto alla proprietà di essere più presente. Se i Friedkin sono a Trigoria, si evitano situazioni spiacevoli”, rivela. “Mi auguro che un possibile risultato positivo possa compattare la Roma, forte delle proprie idee, anche sbagliando, ma con progetti comuni". Non dimentica gli errori: “Quello che ho fatto, l’ho fatto sempre in buona fede. Ogni tanto si sbaglia, ma sbagliando ho imparato”.
Gasperini: “Un onore essere accostati a Liedholm”
Analizza i suoi pensieri, Gasperini. Che, nell’attesa, si gode il paragone con la leggenda Nils Liedholm, il tecnico del secondo scudetto della storia giallorossa. Entrambi, nel corso delle loro carriere, hanno raggiunto oltre mille punti in Serie A: “Significa che sono vecchio, ho fatto tanti campionati”, scherza Gasperini. “Essere equiparato a un mostro sacro come Liedholm mi dà tanta soddisfazione”, aggiunge. Poi torna con la testa sul campo. Dove ritrova Koné, anche se “non sta ancora benissimo. Non so se giocherà dall’inizio”, confessa il tecnico. Che incensa i due estremi della sua squadra: Svilar, premiato come miglior portiere della Serie A, e il suo goleador Malen. “Datemi un portiere che para e un centravanti che segna, al resto ci penso io”, sorride Gasperini, riadattando la frase di un altro mito del passato: Nereo Rocco.
