Il designatore degli arbitri di serie A e B Gianluca Rocchi è indagato per 'concorso in frode sportiva'. Venerdì sera gli è stato notificato un avviso di garanzia. L'inchiesta, relativa al campionato 2024-2025, è condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione. Rocchi, dal canto suo, ha fatto sapere di essere 'sereno e di andare avanti', dicendosi estraneo alle accuse e che si difenderà per smontarle. Potrà farlo giovedì prossimo, 30 aprile, alle 10, quando è stato fissato il suo interrogatorio, a meno che non decida di avvalersi della facoltà di non rispondere. Dopo un pomeriggio di riflessione ha deciso di fare un passo indietro. "In merito alla vicenda odierna, in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo degli arbitri, che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can". E ancora: "Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia - prosegue il designatore arbitrale, indagato dalla procura di Milano per concorso in frode sportiva - vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima"

Arbitri graditi all’Inter

Arbitri graditi all’Inter. Per la Procura di Milano Rocchi – accusato di frode sportiva – ha in alcune partite scelto direttori di gara che erano apprezzati dall'Inter. Bologna-Inter, arbitro Colombo Sono tre i capi d'imputazione nell'avviso di garanzia. In uno si legge che Rocchi "quale designatore arbitrale dell'AIA, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia 'combinava' la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, 'arbitro' gradito alla squadra ospite, l'Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica". La Coppa Italia e il caso Doveri Nel secondo capo d'imputazione lo scenario si allarga. Rocchi, scrive il pm, "quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), 'combinava' o 'schermava' la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) per assicurare poi all'Inter direzioni di gara diverse dal 'poco gradito' Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A" che erano di "maggiore interesse per la squadra milanese". Il caso Udinese-Parma E poi c’è il terzo capo d’imputazione. Riguarda la partita del primo marzo 2025 durante Udinese-Parma, nella sala Var di Lissone, i tre addetti valutano un "possibile fallo mano". "Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo" dice Daniele Paterna che pare orientato a escludere l'assegnazione del rigore. In un video della sala Var si vede Paterna girarsi di scatto, guardare alle proprie spalle e dire qualcosa. Dal labiale sembra di leggere la frase: "È rigore". Un attimo dopo comunica a Fabio Maresca, l'arbitro in campo: "Un attimo Fabio, controllo l'APP (Attacking Possesion Phase, cioè la fase di gioco monitorata dal Var). "È possibile calcio di rigore Fabio, ti consiglio on field review (ossia di andare al monitor a bordocampo per rivedere l’azione) per possibile calcio di rigore". Alla fine il rigore viene fischiato. Verso chi si gira Paterna? L'ipotesi contenuta nell'esposto dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, è che il designatore Gianluca Rocchi "si sia alzato rapidamente dalla postazione per 'bussare' più volte sul vetro della stanza di Paterna, che era il Var e di Sozza, che invece era l’Avar (ossia l’aiutante del Var) per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l'arbitro per un on field review”

Paterna indagato per falsa testimonianza

Daniele Paterna è stato convocato dal pm nei mesi scorsi come testimone. La sua deposizione è stata interrotta quando, anche alla luce del video, il magistrato ha ritenuto che non stesse raccontando la verità e gli è stato comunicato che la sua posizione si era trasformata in quella di indagato per falsa testimonianza. La porta della stanza del Var deve essere chiusa, nessuno può entrarci né condizionare chi è chiamato alle decisioni ma ha una vetrata da cui è possibile vedere tutti gli operatori al suo interno e viceversa.

Indagato anche supervisore Var Gervasoni

Per un motivo analogo, possibili ingerenze su Var e arbitri, il supervisore Var Andrea Gervasoni è indagato in "concorso con altre persone" per frode sportiva nell'inchiesta della Procura di Milano. Nell'avviso di garanzia lettoche gli è stato notificato ieri sera, si legge che "durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l'addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giuia all"on field review' ai fini della decisione iniziale sull'episodio di gioco". I fatti risalgono all'8 marzo 2025. La segnalazione di Zappi all’Aia Dopo la denuncia dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, Antonio Zappi,, l'allora presidente dell'Aia (associazione italiana arbitri) inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc e predispose un cambio di regolamento che obbligava chiunque andasse a Lissone, Rocchi compreso, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta. Da quel momento nessuno dei vertici arbitrali è più andato a Lissone. Oggi, vale la pena ricordarlo, Zappi è stato squalificato dalla giustizia sportiva per 13 mesi per aver indotto alle dimissioni due designatori, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, per la serie C e la serie D. Una decisione che ha aperto una profonda crepa all'interno dell'Aia.

Riferimento a Inter-Verona

In un invito a comparire inviato nei mesi scorsi a uno degli Avar indagati per concorso in frode sportiva si fa riferimento alla partita Inter-Verona dell'8 gennaio 2024. L'episodio dubbio è una gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni al giocatore della squadra ospite Duda. Il dialogo tra Michael Fabbri, arbitro, e Luigi Nasca, al Var, è stato rivelato integralmente nell'incontro di Coverciano: "C'è a terra qualcuno. No, aspetta. Fischia, fischia, ma fischia santo cielo. Voglio vedere che è successo. Parte tutto da qua, magari si vede il giocatore che cade, lascio questa camera", dice Nasca, a cui Fabbri replica: "Ho detto che lui (Duda) si è alzato, mi ha guardato e poi si è rimesso giù. Si alza, mi guarda e poi si rimette giù, questa è furbizia!". Mentre Fabbri è accerchiato dai giocatori del Verona, Nasca rivede le immagini del contatto tra Bastoni e Duda e decide di convalidare il gol di Frattesi: "Fammelo rivedere tutto. Bandiere, qualcosa? No, nessuna bandierina" (inteso come segnalazioni di potenziali fuorigioco). "Vai, vai, vai, vai. Adesso fammi rivedere. Qui è tutto regolare. Fammi rivedere il tiro. Buona, vai, dai veloce. Regolare. Fammi rivedere un attimo solo. Michael, sono Gigi: gol regolare, gol regolare". L'indagato, "in concorso con altri" avrebbe omesso di chiamare l’on field review al momento del fallo intenzionale di Bastoni commesso in una zona del campo distante dal gioco da cui seguiva immediatamente la rete della squadra di casa, decisiva per il risultato finale". Sono diverse le partite del torneo scorso al vaglio degli inquirenti che si avviano a chiudere l'indagine.