La lettura dell’azione è elementare, visto che l’area dell’Atalanta è quasi vuota e al centro della scena c’è solo il duello tra Hojlund e Hien, con un terzo giocatore molto più defilato. Ma al fischio dell’arbitro Chiffi - che indica con la mano il dischetto mentre l’attaccante del Napoli rotola a terra - dalla sala del Var si sentono lo stesso in sottofondo due quesiti surreali, davanti all’evidenza inequivocabile della scena. “Perché ha dato il rigore?”. E poi. “Ha anche ammonito qualcuno, non capisco chi”. Inizia così la procedura con cui Aureliano e Di Paolo - seduti davanti al monitor - invitano il loro collega a cambiare la sua decisione appena presa sul campo. Domanda retorica la prima, non essendoci altri attaccanti azzurri nell’area avversaria. Il rigore poteva essere dunque stato fischiato solo per il contatto ai danni di Hojlund. Domanda buffa la seconda. Chi se non Hien (unico difendente a contatto con il danese) poteva essere il destinatario del cartellino giallo? In un attimo però nella cabina di Lissone ritrovano la lucidità e non hanno dubbi: quel rigore non s’ha da dare.
La scenetta è andata in onda durante la trasmissione tv Open Var e rende bene l’idea - senza entrare neppure nel merito dell’episodio - del caos che regna in questa disastrosa stagione tra gli arbitri italiani. Il sistema è andato in tilt e persino i goffi tentativi di mettere qualche toppa diventano peggiori del buco, compreso il programma in onda su Dazn che dovrebbe essere uno strumento di chiarezza. Invece la puntata in onda ieri - incentrata inevitabilmente sulla controversa sfida di domenica scorsa tra Atalanta e Napoli, ha addirittura aumentato incertezza e confusione. In studio c’era un componente della Can: Dino Tommasi, uomo di fiducia del designatore Gianluca Rocchi e incaricato di dare una valutazione ufficiale sull’operato dei suoi colleghi. Gli episodi controversi erano due e Tommasi ha dispensato certezze: è stata giusta la scelta di revocare il calcio di rigore per gli azzurri e sbagliata quella d’annullare il gol di Gutierrez, che avrebbe portato la squadra di Conte sul 2-0. Opinioni rispettabili - se non condivisibili - che però in mancanza di contraddittorio (non previsto dal programma...) diventano sentenze. Per questo è passato sotto traccia il distinguo poco comprensibile fatto da Tommasi tra i due episodi più discussi della gara: entrambi caratterizzati dai gravi errori di Chiffi. Nel primo caso, secondo l’uomo della Can, il rigore per il Napoli non c’era e il Var ha fatto benissimo a intervenire, sanando una decisione ingiusta. Nel secondo caso invece annullare il gol di Gutierrez per il braccio destro di Rocchi è stato un abbaglio, perché il fallo di Hojlund su Hien non c’era. Ma nessuna critica al Var per non aver corretto l’errore bis di Chiffi, perché (testuale) “Per noi la centralità dell’arbitro di campo è più importante”. Ci sarebbe stata bene una domanda: che significa? Conte lo chiese nello scorso campionato a San Siro dopo aver subito un rigore dubbio con l’Inter (contatto lieve tra Anguissa e Dumfries) e gli fu spiegato che in quei casi il Var non può intervenire, che l’entità di un tocco in area è di esclusiva competenza del direttore di gara. A Bergamo è successo esattamente il contrario.
