Il ritorno in A del Venezia dopo un solo anno di purgatorio rappresenta l’ennesimo capolavoro di Giovanni Stroppa: 4ª promozione negli ultimi 6 anni dopo quelle centrate con Crotone (2020), Monza (2022) e Cremonese (2025). Un vero e proprio stratega che ora, se ne avrà l’opportunità, proverà finalmente a dimostrare di meritare anche la massima serie, categoria in cui ha sempre fallito nelle tre precedenti esperienze.

L'abilità di Stroppa: ridare fiducia e solidità al gruppo

Stroppa ha rimesso in piedi i cocci di una squadra moralmente distrutta dalla retrocessione arrivata con Di Francesco all’ultima giornata dello scorso campionato. È ripartito dando fiducia a gran parte del gruppo che ha trovato, puntando sulla loro voglia di riscatto. "E' stata una cavalcata incredibile, iniziata il primo giorno che sono arrivato a Venezia – ha detto Stroppa -. Il primo ringraziamento che mi sento in dovere di fare è al Direttore Sportivo Filippo Antonelli, che è riuscito a ricompattare l'ambiente e a dare un entusiasmo mai visto dopo una retrocessione". Niente stravolgimenti di modulo (ha confermato il 3-5-2) ma solo una costante ricerca dell’equilibrio e della verticalità. Concetti perfettamente sposati dalla squadra che, non a caso, ha chiuso con appena 4 sconfitte all’attivo, con la seconda miglior difesa (29 gol subiti, solo il Monza ne ha incassati meno) e il miglior attacco (71 reti segnate).

Adorante l’uomo in più, con lui è rinato anche Yeboah

A quest’ultimo dato ha contribuito in maniera determinante Andrea Adorante, l’uomo davvero in più della campagna acquisti improntata dal ds Antonelli. Dopo aver chiuso in doppia cifra anche la seconda esperienza a Castellammare con la Juve Stabia, si è ripetuto anche in laguna realizzando 16 gol. Attorno a lui ha girato tutta la squadra, a iniziare dal compagno di reparto John Yeboah che è tornato quello di Breslavia mettendo a referto 12 reti e 9 assist in stagione, inclusa la Coppa Italia.

La prossima sfida di Niederauer: restare in serie A

Il centrocampo, trainato da Busio (7 gol e 3 assist), Doumbia (6+5) e Kike Perez (3+7), ha garantito solidità e qualità. E anche dalle fasce Hainaut (5+5) e Haps (5+3) hanno dato un apporto decisivo. Se a questo si aggiunge la certezza delle 4 'S', ovvero la concretezza del portiere Stankovic e l’esperienza del trio difensivo guidato da capitan Svoboda, affiancato da Sverko e Schingtienne, ecco spiegati i segreti di una pronta risalita. E adesso per il presidente Duncan Niederauer il prossimo obiettivo, dopo le due precedenti amare esperienze, sarà quello di riuscire a restarci in serie A. Magari anche più di 2 stagioni in modo da riscrivere la storia del club, visto che ai lagunari l’impresa non riesce dagli anni ’40, e brindare al nuovo stadio a Tessera.