MILANO - Sul pullman della festa Cristian Chivu ha sfoggiato un caschetto, uguale a quello con cui dovette giocare nel finale della stagione 2009/2010, dopo l’incidente in campo a Verona con Pellissier. Ed è proprio l’elmo nero imbottito il simbolo del double interista. I tifosi lo acquistano online, lo chiedono alle bancarelle intorno a San Siro. Anche i giocatori lo hanno sfoggiato, a partire da Marcus Thuram, per ribadire che Chivu è sì il capo, ma è anche e soprattutto uno di loro. “Sembra sia uno dei giocatori”, ha detto al microfono di Dazn Marco Materazzi, che di feste e di Inter se ne intende.

I festeggiamenti a San Siro

La lunghissima festa di Cristian, finita su una terrazza in piazza Duomo, era cominciata a San Siro, quando i suoi calciatori hanno insistito affinché fosse con loro ad alzare la coppa, sul palco della Serie A. Non si è tirato indietro, poi però si è fatto da parte. “Scudetto e Coppa Italia sono il risultato di una stagione fatta bene. Una stagione di alti e bassi. In una stagione di nove mesi è normale che sia così. Non bisogna disperarsi nei momenti di difficoltà e non esaltarsi quando tutto va bene. Sono diciannove anni che sono dentro questa società, ma sono più contento per i giocatori e per questi tifosi”, ha detto il tecnico, facendo un bilancio onesto dell’annata.

Il futuro di Chivu e il mercato

Adesso per Chivu comincia già la stagione 2026/27. Si prepara a firmare il prolungamento del contratto, in scadenza fra un anno, e a progettare il mercato d’estate, che dovrà “innovare senza rivoluzionare”, parola di Beppe Marotta. Ci saranno da sostituire alcuni senatori che, in campo contro l’Hellas Verona, hanno salutato San Siro: Sommer, Mkhitaryan, Acerbi e Darmian. Quello che invece ci sarà di sicuro è proprio lui, Chivu, di cui il presidente interista ha detto: “Queste centinaia di migliaia di interisti sono qui a festeggiare una squadra straordinaria, come il suo allenatore. Chivu è presente e futuro dell'Inter. È bravo e l'Inter se lo deve tenere stretto”.