MILANO – Asado, vino rosso e telefonate fra il centro di Milano, il lago di Como e Madrid. Potrebbe essere lo spunto per un film con Javier Bardem. Invece il protagonista di cognome fa Zanetti, e deve convincere il suo amico Pablo Paz, ex compagno di nazionale argentina, a fare da ponte per portare all’Inter il figlio Nico, talento del Como, destinato a trasferirsi alla corte di Florentino Perez a fine stagione grazie a una clausola da 10 milioni. Per riuscirci, gli ha fatto fare il tour dei suoi ristoranti a Milano. Un anno fa i due si fotografarono, sazi e sorridenti, al Botinero, nel cuore di Brera. Negli scorsi mesi si segnalano nuovi avvistamenti della coppia Pupi-Pablo al Gaucho, altro locale dell’ex capitano del Triplete interista.
Zanetti: “Ammiro Nico”
«Pablo è un amico. Non nascondo di essere un ammiratore di Nico. È forte e un ragazzo perbene e lo vedrei in qualsiasi grande squadra. Ma prenderlo è complicato, perché tornerà al Real Madrid», ha detto il vicepresidente dell’Inter a Crema, ospite del Trofeo Dossena. L’intento era porre un freno alla fantasia dei tifosi nerazzurri, ma l’effetto ottenuto è stato l’opposto. D’altra parte, è stato Zanetti nel 2018 a portare alla Pinetina Lautaro Martinez, trascinatore degli ultimi tre scudetti. La variabile Real Per il trasferimento di Lautaro dal Racing, determinante fu l’intervento di Diego Milito, dirigente del club argentino, oltre che centravanti di Mourinho in nerazzurro. E proprio lo Special One potrebbe entrare in questa vicenda. La stampa spagnola lo indica come più probabile guida dei blancos per la prossima stagione. Chiunque sarà, il nuovo tecnico madridista a Valdebebas troverà una pattuglia nutrita di potenziali trequarti: Bellingham, Güler, Brahim Diaz, Mastantuono, più le ali Rodrygo (oggi infortunato) e Vinicius. Cosa se ne farebbe di Nico Paz? La speranza dei dirigenti interisti, oltre che dei tifosi, è che la risposta sia: niente. Un puzzle complesso Perché l’Inter possa arrivare a Nico, è necessario che si componga un puzzle complesso. Il ragazzo vorrebbe giocarsi la sua opportunità a Madrid. Il Como farà di tutto per trattenerlo, e il tecnico Cesc Fabregas risponde «questo lo dici tu» a chi gli chiede se il numero 10 tornerà in Spagna. Il procuratore Lisandro Pirosanto dell’agenzia DC Global — la stessa di Maximo Perrone, altra stella del Como — ascolta tutti e non si sbilancia. Di certo, per portare il 21enne lontano da Madrid serviranno parecchi soldi. Il Real è il club con il fatturato più alto del mondo: nel 2025 ha messo in cassa 1,61 miliardi. Raramente lascia partire i suoi talenti, e mai a buon mercato. È realistico che, se mai dovesse decidere di farlo partire, il club di Vinicius e Mbappé chiederebbe almeno 50 milioni per il cartellino, garantendosi una possibilità di recompra.
Le cifre
Cifre ufficiali non ce ne sono, ma Oaktree sarebbe pronta a mettere sul piatto una quarantina di milioni per il mercato, di cui 15 se li mangerà il riscatto di Akanji. Per il resto, sarà necessario vendere. I maggiori indiziati sono Frattesi, Luis Henrique, Diouf e Josep Martinez. E potrebbe partire un big. Il più probabile è Bastoni, valutato in casa almeno 70 milioni. Un duro colpo per i tifosi interisti, che però si consolerebbero, e con gli avanzi, se il gruzzoletto servisse a portare a Milano il ragazzo dei sogni, che oggi è a Como e che si prepara a tornare a Madrid. Per quanto, non si sa.
