TORINO – Spalletti l'ha buttata lì, dopo lo 0-0 con il Milan: "Queste ultime partite serviranno a capire chi è da Juve e chi no". In realtà il dubbio l'ha risolto da un pezzo, basta vedere le formazioni che di volta in volta schiera: dieci titolari fissi, uno che si alterna (Boga o David) più un ristretto numero di rincalzi cui ricorre senza remore (Holm, che però è di proprietà del Bologna, e Vlahovic se è sano) o con qualche titubanza in più (Koopmeiners, Gatti). C'è dunque molto da cambiare, nell'ottica della Juventus che vuole assemblare lui, e non sarà lo sprint Champions a indirizzare le scelte, se non per i risvolti prettamente economici del suo esito.
Spalletti: “Ha prevalso la paura di perdere”
In realtà, Spalletti sa che anche gli elementi che ormai considera pienamente affidabili devono crescere, perché non sono ancora arrivati al livello che lui pretende. "Non so se siamo già maturi per i traguardi importanti", si arrovella. "Tra la necessità di non perdere e la voglia di vincere, alla squadra è stata più a cuore la prima cosa".
Juve, sul mercato caccia alla personalità
Non è un segreto che sul mercato la Juventus stia cercando sì la qualità, ma prima di tutto la personalità, la mentalità: gli ingredienti più rari e cari. In quanto alla maturità, le si sta avvicinando ma ancora non l'ha raggiunta, anche se in questo scorcio di stagione ha raggiunto due risultati importanti nelle partite più complicate quasi senza correre rischi, battendo l'Atalanta a Bergamo e pareggiando con il Milan a San Siro. Sono gare in cui la squadra ha messo da parte la mentalità spavalda che Spalletti sta cercando di inculcare, sfoderato caratteristiche diverse ma soddisfatto l'allenatore soltanto a metà: da un lato a Lucio è piaciuta la sana concretezza dei suoi, perché il Milan punisce immediatamente chi tende a sfarfallare, dall'altro avrebbe voluto un po' di coraggio in più. "Se la squadra fosse stata condizionata dalle vittorie di Roma e Como", ha detto, "mi sarei aspettato una reazione diversa, del tipo adesso vi facciamo vedere noi".
Spalletti vuole una Juve “o la va o la spacca”
Invece l'effetto è stato lievemente impaurente e i bianconeri hanno giocato con il freno a mano tirato, di sicuro non come voleva Spalletti, che da questo punto di vista pretende ancora ampi passi in avanti: "Non so se questa squadra abbia già la maturità per giocarsi traguardi sempre più importanti. Dobbiamo ancora aggiungere qualcosa al nostro gioco e al nostro comportamento, magari facciamo bene una fase e perdiamo qualcosa nell'altra, facciamo un'impennata e poi perdiamo due palle facili. Dobbiamo ancora trovare un equilibrio stabilizzato sull'alto livello, quando cioè giochi tutte le partite o la va o la spacca, con la voglia di scoperchiarle". La morale della favola è che alla Juve di San Siro è venuto una specie di braccino: "Questa gara dovevamo assolutamente non perderla e poi provare a vincerla, ma tra le due cose mi sembra che alla squadra stesse più a cuore la prima".
