TORINO – La Juve s'è complicata la vita nella domenica e nel modo più imprevedibile, strappando niente di un punticino al Verona già retrocesso e aizzando la voglia d'Europa della Roma, che con il posticipo contro la Fiorentina può portarsi a -1. I bianconeri avevano un jolly da giocarsi e l'hanno buttato proprio nella partita più facile, segnata dai gol di Bowie e Vlahjovic e dai pali di Bremer e Zhegrova: adesso, per avere la certezza del quarto posto, devono vincere le tre partite che restano o sperare che Roma inciampi una volta anche lei.
Bowie gol, poi sono fischi
È finita tra i fischi una gara che era cominciata nella maniera più impronosticabile ma che era cominciata secondo logica, con la Juventus a menare ovviamente le danze fin dall'inizio, però senza troppa convinzione. O meglio, senza troppa verve, cadenzando ritmi mai davvero alti, consentendo così al Verona una difesa ordinata. Prima che i gialloblù passassero in vantaggio, i bianconeri avevano costruito appena due occasioni da rete: un sinistro di Conceiçao parato da Montipò e un colpo di testa di Bremer finito contro la traversa. Poi, all'improvviso, l'evento inatteso: un'azione di alleggerimento del Verona è stata rilanciata da un errore grave di Bremer, che invece che a Kalulu ha passato la palla a Bradaric, svelto a servire a centro area Bowie: lo scozzese ha girato in porta di sinistro, beffando Di Gregorio, lentissimo di riflessi, sul suo pallo. Come cantava l'omonimo del bomber, "possiamo essere eroi, anche solo per un giorno": il centravantone gialloblù lo è stato. La mossa Vlahovic Il gol di Bowie ha mandato in confusione la Juve, evidentemente non preparata a una situazione del genere e già in precedenza innervosita da un'ammonizione per simulazione a Locatelli: il contatto in area con Akpa Akpro non era da rigore, ma di sicuro il capitano juventino non s'era buttato. Giallo eccessivo: da lì in poi Ayroldi collezionerà sbagli su sbagli. Spalletti ha reagito inserendo Vlahovic per Thuram nell'intervallo e passando al 4-2-3-1, con McKennie in mediana e David alle spalle del serbo, ma i bianconeri hanno fatto fatica a scrollarsi di dosso l'agitazione provocata dallo svantaggio. Hanno attaccato in maniera frettolosa e soprattutto imprecisa, anche dopo che a tirarla fuori dai guai aveva provveduto proprio Vlahovic, che ha rianimato l'ambiente con la punizione vincente dell'1-1, sulla quale Montipò non è stato irreprensibile. Il serbo non segnava dal 29 ottobre. Conceiçao è il trascinatore Il fallo se l'era guadagnato Conceiçao, il vero trascinatore della squadra: sarà ancora a lui impegnare due volte Montipò nei minuti successivi, offrendo al portiere del Verona, bravissimo specialmente nella prima circostanza, la doppia occasione del riscatto. La Juve non ha però fatto scattare l'interruttore per davvero. Ha attaccato con costanza e scarsa lucidità, fidandosi principalmente di iniziative individuali frustrate dal pomeriggio grigio di McKennie e Yildiz e della totale inconsistenza di David, infatti sostituito da Miretti, che non è che abbia alzato il livello, al pari di Boga. Qualcosa di buono l'ha invece combinato Zhegrova, l'ultimo a illudere i tifosi con un sinistro nei minuti di recupero che si è stampato sul palo, ma dopo un altro tocco decisivo di Montipò. Che la Juve non fosse lucidissima s'è visto sull'ultimissima azione, una punizione da destra: prima che venisse battuta, Ayroldi ha spiegato ai giocatori che avrebbe fischiato la fine non appena la palla fosse uscita dall'area, eppure tre bianconeri (oltre a Di Gregorio, che non ha lasciato la sua porta) ne sono rimasti inutilmente fuori. È anche da questi particolari che si giudica una squadra. Juventus (3-4-3) Di Gregorio 5 – Kalulu 5.5, Bremer 4, Kelly 6 (35’ st Koopmeiners sv) – McKennie 5, Locatelli 5, Thuram 5 (1’ st Vlahovic 6.5), Cambiaso 6 (30’ st Boga 5) – Conceicao 7 (35’ st Zhegrova 6.5), David 5 (24’ st Miretti 5.5), Yildiz 5. All. Spalletti 5. Verona (3-5-1-1) Montipò 7 – Nelsson 6, Edmundsson 7, Frese 6 – Belghali 6, Akpa Akpro 6, Gagliardini 6.5, Bernede 5.5 (35’ st Harroui sv), Bradaric 6.5 (26’ st Slotsager 6) – Suslov 6 (26’ st Lovric 6) – Bowie 7. All. Sammarco 6.5. Arbitro: Ayroldi 5. Reti: nel pt 34' Bowie, nel st 17' Vlahovic. Note: ammoniti Gagliardini, Frese, Locatelli, Bernede, Harroui, Sammarco. Spettatori 40.557.
