La serata più brutta della vita di Antonin Kinsky è durata 16 minuti, ma non la scorderà mai. Kinsky è un portiere ceco del Tottenham che lo scricchiolante allenatore Igor Tudor aveva scelto di lanciare titolare, a sorpresa, in un ottavo di Champions sul campo dell’Atletico Madrid. Dentro lui e fuori Vicario, che un anno fa sembrava poter contendere a Donnarumma la porta della Nazionale ma che l’allenatore croato aveva evidentemente bollato come il responsabile delle cinque sconfitte consecutive della sua squadra. La sorte, però, ha deciso di dare una lezione al tecnico sulla pelle del portierino di Praga che venerdì soffierà senza sorridere su 23 candeline, figlio di un altro Antonin Kinsky, portiere come lui.
Gli errori di Kinsky
Sono bastati sei minuti per capire che azzardo fosse stato. Kinsky, per rimettere in gioco il pallone, è scivolato servendolo a Lookman: da lì a Julian Alvarez, quindi a Llorente. Gol, 1-0 Atletico. Le telecamere indugiavano spietate sul volto del ragazzo, rigido come un inverno boemo. Ma era solo l’inizio. Dopo aver incassato il 2-0 di Griezmann per un erroraccio del difensore Van de Ven, scivolato malamente, Kinsky ha finito per consegnarsi alla storia con un gesto irrazionale, inspiegabile, specchio dei mostri che può generare la paura di sbagliare. Più goffo che mai, anziché passare il pallone a un compagno, lo ha appoggiato all’incredulo Alvarez, quasi costretto a depositarlo nella porta vuota, mentre il portiere ceco affondava il volto nel verde del campo, per sparirvi dentro.
Dentro Vicario
La sua partita è finita così: sostituito dopo 16 minuti da Vicario, è scappato nel tunnel. Gli altri due gol presi dall’italiano (senza colpe) hanno calato la mannaia del 5-2 sul Tottenham e sull’avventura inglese di Tudor, che finirà per durare solo qualche minuto in più della partita di Kinsky. Domani dovrebbe essere esonerato, sarà la seconda volta in 135 giorni: a ottobre la Juventus aveva preso la stessa decisione.
