TORINO – È sicuramente la mossa di mercato migliore da quando a comandare la Juventus c’è Comolli: Weston McKennie ha rinnovato fino al 2030 il contratto che sarebbe scaduto il 30 giugno prossimo, e l’ha fatto senza ancora sapere se i bianconeri parteciperanno alla futura Champions League. Se la campagna per il quarto posto finisse in un buco nell’acqua, in ogni caso, non è detto che l’americano non possa finire sul mercato: nel bisogno di plusvalenze che si scatenerebbe, la sua sarebbe senz’altro rilevante. McKennie ha comunque firmato per restare, e la Juve l’ha fatto firmare per tenerlo, dopo 220 partite in bianconero, 26 gol e altrettanti assist.

McKennie al massimo nella Juve con Spalletti

Negli alti e bassi di queste stagioni (per due volte ha cominciato l’estate da fuori rosa, salvo poi essere presto reintegrato), l’americano ha raggiunto con Spalletti la sua piena affermazione, diventando il secondo punto fermo dell’ex ct dopo Yildiz. Spalletti l’ha fatto giocare in qualsiasi ruolo tranne che da portiere e da difensore centrale e gli ha anzi addirittura inventato un doppio ruolo nell’ambito della stessa partita: terzino destro quando la squadra si difende, seconda punta quando attacca. Kenan ha interpretato ogni parte senza battere ciglio, anzi con entusiasmo crescente: si diverte da matti a fare il prezzemolino, segna con regolarità ed è proprio la presenza di Spalletti ad averlo convinto a firmare il nuovo contratto, ignorando le sirene di Mls e Premier.

Prossima mossa, ricucire con Vlahovic

Nel frattempo ha imparato a destreggiarsi con l’italiano, il che gli ha consentito di diventare uno dei leader del gruppo, mentre prima era principalmente un giocherellone. Il rapporto tra la Juventus e McKennie è stato per mesi vicinissimo a un punto di rottura. Giuntoli aveva raggiunto un accordo con i suoi agenti, gli stessi di Koopmeiners, un anno fa, ma quando è subentrato Comolli, il nuovo dirigente ha giudicato eccessive le commissioni da pagare, che in realtà erano una specie di risarcimento postdatato per avere agevolato l’anno precedente l’arrivo dell’olandese. Dopo una spaccatura quasi definitiva, c’è stato un lento ma progressivo riavvicinamento, dettato specialmente dalla volontà del giocatore e dalle pressioni di Spalletti. Il nuovo contratto sarà valido fino al 2030, il giocatore guadagnerà circa 4,5 milioni a stagione oltre a un robusto premio alla firma. Ora la prossima missione diplomatica di Comolli sarà ricucire anche con Vlahovic.